Dipiazza eurocandidato tenta gli alfaniani

TRIESTE Il clima probabilmente era più quello delle battute, come ogni tanto accade in aula per smorzare la tensione del dibattito, che quello delle dichiarazioni vere e proprie. Andrebbe quindi forse letta in questo modo l'affermazione del capogruppo di Forza Italia Riccardo Riccardi che, prendendo parola in Consiglio regionale mentre si discuteva della mozione salvaspecialità, ieri ha escluso una sua candidatura alle elezioni europee. «Io faccio il consigliere regionale e ho intenzione di farlo per tutti in cinque anni di legislatura», ha detto. La puntualizzazione di Riccardi, certamente imprevista considerando il tema all'ordine del giorno, è avvenuta mentre il consigliere stava commentando le prese di posizione di altri colleghi. In particolare quelle della capogruppo Elena Bianchi del Movimento Cinque Stelle che aveva duramente criticato la riforma del Senato portata avanti dal governo. «I grillini sono usciti in modo polemico sulla questione – ripercorre Riccardi – allora io li ho richiamati sulle nostre competenze, cioè su quanto riguarda la nostra Regione Friuli Venezia Giulia, invitandoli a parlare di questo. E non di argomenti che attengono il Parlamento». «Perché se qualcuno vuol fare il parlamentare – ha osservato infatti il capogruppo dei berlusconiani in aula – lo faccia a Roma e non qui. E tra qualche settimana potrà farlo anche in Europa...». È qui che si è alzato un certo brusio in Consiglio. «Perché forse ti candidi?», è stato l'interrogativo avanzato ironicamente da qualcuno dei presenti. Di lì la precisazione del forzista per dire che il suo impegno è in Consiglio regionale e solo lì. In realtà la decisione è tutt'altro che presa negli ambienti di Fi: il dibattito è aperto. Riccardi potrebbe effettivamente essere la carta da giocare nel caso in cui il Nuovo Centrodestra lanciasse per la corsa a Bruxelles Roberto Dipiazza, capogruppo di Autonomia Responsabile. Il ragionamento è questo: se Ncd mette in campo un nome forte, altrettanto devono fare i berlusconiani. Anche perché l'ex sindaco pescherebbe voti pure in Forza Italia. Ecco quindi l'opzione Riccardi. Viceversa, se uno rinuncia, sta fuori anche l'altro. Ma per gli alfaniani Dipiazza è tutt'altro che una suggestione: è un'ipotesi reale. Nel giro di qualche giorno si dovrebbe chiudere la partita. «Ne stiamo ancora parlando – conferma il capogruppo Ncd Alessandro Colautti, che fa parte del coordinamento regionale – in questo momento a livello nazionale stiamo lavorando per aprirci a realtà come gli ex Ucd, ad esempio, perché il nostro obiettivo ora è l'attrazione. Va detto – evidenzia – che quella di Dipiazza, se accettasse, non sarebbe un'adesione a Ncd bensì un'alleanza di una lista locale, Autonomia Responsabile appunto, con noi. Non una fusione, ma un accordo per dare un senso regionale alla battaglia per le europee». (g.s.)