«Altro che Tav, mancano i binari»

«Trieste si favoleggia ormai da anni di Tav e di Tac, avendo speso milioni di euro in progetti, regolarmente respinti perché pieni di lacune e problemi ambientali. Intanto non sono solo i treni per i pendolari, quelli più usati, a cadere a pezzi, ma anche le linee esistenti presentano il conto delle mancate manutenzioni». Peter Behrens, segretario della federazione triestina del Partito della Rifondazione comunista, denuncia con queste parole lo stato di abbandono dei trasporti ferroviari di Trieste a partire della storica linea Transalpina. «Si apprende dal Piccolo che la linea da Campo Marzo a Opicina dovrà rimanere inagibile per alcuni anni, in quanto vi sono stati cedimenti e mancano i soldi per la manutenzione - scrive Behrens in una nota -. Quella linea che costituiva, cent'anni or sono, uno dei principali elementi di collegamento del porto, con dodici treni al giorno per Vienna, non è un reperto di archeologia industriale, è l'unica via d'uscita dal porto in caso di blocco della galleria di circonvallazione per qualsiasi motivo (fosse anche solo di manutenzione)». La scelta di abbandonare la ferrovia Transalpina rischia di costare cara: i binari rimano strategici per i collegamenti di Trieste. Altro che Alta velocità. Quella linea «potrebbe ancora essere usata per creare treni verso est, nella stazione di Opicina, risparmiando i più di venti chilometri di risalita lungo la vecchia meridionale - prosegue il segretario triestino del Partito della rifondazione comunista -. Qualsiasi amministratore degno di tale nome avrebbe quindi cercato di mantenerla attiva ed usabile prima di prevedere finanziamenti per altri progetti futuribili». Invece «la gestione Moretti - aggiunge Behrens - ha pensato bene di disinteressarsene, rivolta come è non al trasporto merci ma alla sola creazione di linee veloci dall'alto costo di realizzazione». La conclusione dell'intervento è tutta politica. «Pochi milioni dei miliardi di euro previsti in Valsusa per un'opera devastante quanto inutile - conclude Behrens . avrebbero permesso al porto di Trieste di avere ancora questa linea efficiente, come all'inizio del 1900, ma non si è voluto tenerla in funzione. Questa - conclude la nota il segretario della Federazione tristina del Prc - è la reale politica di chi ci parla da anni di Tav».