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monfalcone Non penalizzare il bar Da Deo nCome assidua e ormai da lungo tempo frequentatrice del bar monfalconese Da Deo rimango particolarmente stupita, in negativo, della notizia che il proprietario è stato costretto, entro 60 giorni, a smantellare i suoi gazebo esterni per favorire la costruzione di parcheggi a pagamento e di una pista ciclabile. Vorrei ricordare al Comune di Monfalcone che il bar Da Deo è ormai uno dei bar maggiormente frequentati e scelti in città. Vi invito a passare una di queste sere a vedere con i vostri occhi che il bar Da Deo è molto frequentato, forse il più frequentato, grazie alla gentilezza e disponibilità di tutto il personale, ma soprattutto grazie alle svariate iniziative che si riserva di proporre, quali concerti live di band locali, feste a tema, pastasciutte offerte, e semplicemente il mettere a disposizione un luogo dove stare in tranquillità, con buona musica e pittoresca compagnia. Mi sembra a dir poco assurdo e demoralizzante che il Comune voglia penalizzare in modo così consistente uno degli ultimi posti che rendono Monfalcone attrattiva, uno dei pochi centri che ha dimostrato di voler dare un contributo concreto al tenore sociale della città, venendo incontro alle esigenze di una clientela ampia e variegata. Offrendo una valida alternativa a chi vuole trascorrere una serata a Monfalcone, e creando, con i suoi eventi, un ottimo punto di festa e di incontro, cose sempre più rare in città, anche dopo la chiusura dello storico Caffè Sant'Ambrogio. Lo smantellamento dei gazebo significherebbe tagliare lo spazio a disposizione, soprattutto ora in vista della bella stagione. Quindi danneggiare l'attività dei proprietari, dimezzare l'offerta che propongono alla clientela (uno spazio esterno molto ampio e confortevole) e limitare ulteriormente i tentativi di questo posto di offrire un punto comune per i frequentatori e per tutti coloro che hanno ancora voglia di stare bene e in allegria nella propria città! Siete sicuri che ne valga veramente la pena? Simonetta Sgorbissa Monfalcone gorizia Una Tac contestata n Purtroppo mi vedo costretta a replicare alla risposta alla mia segnalazione scritta dall'Ass 2 e da voi pubblicata in data 28 marzo 2014. Proprio perché non é assolutamente mia intenzione denigrare la struttura ospedaliera goriziana presso la quale ho sempre trovato umanità, gentilezza, competenza e capacità ed alla quale sto continuando a rivolgermi, trovandomi molto bene, per risolvere i problemi ortopedici derivanti dall' incidente occorsomi e dove anche l'assistenza del pronto soccorso è stata ottima sento il dovere di difendere la professionalità e la competenza del personale medico,segnalando il disservizio sofferto affinché chi di dovere verifichi realmente l'accaduto ed eviti ad altri la spiacevole trafila da me subita. Resto quantomeno stupita dalla risposta avuta in quanto non corrisponde al vero; confermo infatti che l'esame radiologico dell'ospedale di Villacco è stato presentato subito tanto cheproprio in virtù della suddetta documentazione peraltro verificata e richiesta anche in italiano dal mio medico di base, il pronto soccorso mi invia direttamente in radiologia. La persona che mi accompagnava, mia madre, aveva già faticato a spingermi con la carrozzina e data la particolare circostanza e la mia piena disponibilità a pagare il ticket dovuto,come sempre fatto, ho chiesto di poter pagare all'uscita per evitare a mia madre altre strade e fatiche o quantomeno chiedevo di poter essere aiutata da una infermiera o da una inserviente. La richiesta urgente del mio medico riguardava la tac ossea esame diverso dalla risonanza magnetica che esplora i tessuti molli. L'esame mi sarebbe stato fatto a Villacco se avessi potuto fermarmi ma non potendo ovviamente guidare essendo domenica seraho dovuto sottostare agli impegni lavorativi di chi mi è venuto a prendere e ripartire subito. Accadono ora due cose strabilianti: 1) A Trieste mi vengono eseguite ben due TAC ossee senza togliermi l'apparecchio gessato,come da prassi consolidata. 2) -Ricevo effettivamente l'11 marzo una telefonata dall'ospedale per concordare l'appuntamento per la risonanza magnetica Allo scopo mi viene chiesta la data in cui mi sarei tolta il gesso (il responsabile della struttura potrà verificare le registrazioni telefoniche dell'11 marzo più o meno alle 1345 ). Ovviamente l'esame mi era stato prescritto per verificare la necessità di mantenere l'apparecchio gessato o di intervenire con altro tipo di intervento, diagnosi che avrebbe dovuto fornire l'ortopedico dopo l'esame al quale la dott Pantano si è rifiutata di sottopormi; non potevo certamente saperlo o deciderlo io come paziente, forse sarebbe bastata una telefonata in ortopedia per sapere se potevo essere sottoposta alla TAC (durata 10 minuti) mantenendo l'apparecchio gessato così la radiologa avrebbe saputo come fare evitando critiche e disagi. arch. Barbara Fornasir Gorizia