Skopje piange per il tycoon indiano in cella

di Stefano Giantin wBELGRADO Un ricchissimo e controverso uomo d'affari, con passaporto indiano, finisce nella polvere nel suo Paese. E la sua rumorosa caduta fa versare calde lacrime anche a migliaia chilometri di distanza, nella piccola Macedonia. Nessuna sorpresa, perché il tycoon nei guai, guai serissimi, si chiama Subrata Roy, a capo di un potente impero economico e fra i dieci uomini più potenti e ricchi in India, ma anche fra le personalità più conosciute tra Skopje, Ohrid e Tetovo. Roy che è stato di recente arrestato su ordine della Corte suprema indiana a causa di un oscuro affare che vedrebbe coinvolto il tycoon proprietario del colosso "Sahara India Pariwar" e che avrebbe danneggiato migliaia di piccoli investitori. Investitori, questa l'accusa, che avevano iniettato alcuni miliardi di euro nella galassia finanziaria di Roy, senza però mai vedersi restituiti i denari impegnati. Accuse pesanti e arresto del magnate indiano, con interessi nell'immobiliare, nella finanza e nell'entertainment, che hanno gettato nello sconforto in molti, fra i ranghi della leadership macedone, e che potrebbero creare gravi problemi in vista del voto di aprile a Skopje. Roy era stato infatti accolto in Macedonia per ben tre volte durante l'anno scorso. Ricevuto come un eroe, affiancato quasi sempre dal premier macedone in carica, Nikola Gruevski. E l'ospitalità era dovuta, visto che il miliardario indiano aveva promesso all'ex repubblica jugoslava milioni e milioni di euro di investimenti, opportunità di lavoro e programmi faraonici. Sulla lista delle tante roboanti promesse, il "Saharaya Macedonia", una sorta di mini-Dubai sulle sponde del lago di Ohrid, ossia nel bel mezzo di una delle aree più sensibili dei Balcani dal punto di vista naturalistico, architettonico e storico, un progetto miliardario con hotel, appartamenti, resort turistici, ristoranti e negozi di lusso. Ma i piani di Roy erano ancora più ambiziosi. Un mega-allevamento di bovini, costo 200 milioni di euro, che avrebbero prodotto 80mila litri di latte al giorno. Un monumento da 30 metri dedicato a Madre Teresa nel centro di Skopje, le altre assicurazioni del tycoon indiano, che in Macedonia ha organizzato l'anno scorso il "Sahara Balkan Peace Festival" in onore del Mahatma Gandhi, ospite d'onore Tony Blair. Festival a parte, gli investimenti "seri" sono però ancora in stand-by e chissà per quanto lo rimarranno. D'altronde, in Macedonia, le promesse del tycoon dai più erano state accolte con scetticismo. Un sondaggio l'anno scorso aveva segnalato che neppure un macedone su dieci diceva di «fidarsi totalmente» di Roy. Ma la gente lo ama, almeno in India, ha assicurato nel week-end il magnate, annunciando che i suoi dipendenti stanno raccogliendo i denari per pagargli la cauzione. Non proprio un buon biglietto da visita per chi aveva promesso investimenti miliardari, di tasca propria, nella lontana Macedonia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA