Gorizia e Tarvisio vogliono la zona franca urbana

di Francesco Fain Deve ripartire il tavolo tecnico regionale sull'istituzione della zona franca urbana per la fascia confinaria del Friuli Venezia Giulia. Su questo tema c'è perfetta identità di vedute fra l'assessore comunale alle Attività produttive Arianna Bellan e il sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni che già nella scorsa legislatura avevano presentato, a questo proposito un'iniziativa congiunta. «È un paradosso che perfino gli enti pubblici, come l'Ass nel nostro caso, si rechino oltreconfine per il rifornimento di carburante perchè il costo è inferiore - ha evidenziato l'assessore Bellan - e questo, unito allo spopolamento delle nostre città, alla grave crisi economica delle nostre attività produttive, ci porta a chiedere con forza un intervento: la pressione fiscale e i diversi tempi della burocrazia in primis sono elementi che pesano tantissimo sulle nostre aziende». «I problemi di Tarvisio e Gorizia sono molto simili», ha fatto eco il sindaco Carlantoni: «Per questo condividiamo una linea comune su quello che sarebbe necessario fare per tutelare le nostre città dalla spietate concorrenza estera. Parliamo di costi della vita inferiori, sgravi per le imprese e burocrazia più snella, carburanti più convenienti: tutti elementi che fanno protendere sempre più lavoratori e famiglie per un trasferimento oltreconfine, con evidenti conseguenze dal punto di vista demografico, oltre che economico, poiché è ormai consuetudine andare a fare la spesa o fare benzina in Austria o Slovenia. In merito a quest'ultimo punto, il Comune di Tarvisio ha presentato già diversi mesi fa un progetto alla Giunta regionale, denominato "Tarvis", che, attraverso una riduzione delle accise sui carburanti venduti, garantirebbe, al netto delle perdite, diversi milioni di euro in entrata per le casse della Regione e dello Stato. La presidente Serracchiani mi ha comunicato che gli uffici approfondiranno la questione, ma è evidente l'infrazione comunitaria che sorgerebbe. A tal proposito allora domando: e l'infrazione che commettono i paesi con noi confinanti? La fiscalità di vantaggio che noi chiediamo servirebbe solo a riequilibrare una situazione di iniquità che già esiste, null'altro». Carlantoni e Bellan hanno concluso annunciando che chiederanno un incontro alla Giunta regionale per riprendere la discussione sulla necessità di tutelare le fasce confinarie. «La precedente Giunta regionale aveva istituito un tavolo tecnico per individuare dei parametri di studio e per valutare la possibilità di istituire delle zone franche urbane sulla fascia confinaria dell'intera Regione. Era un progetto valido, che avrebbe potuto risollevare in maniera significativa le sorti delle nostre comunità. Chiediamo che la commissione prosegui nel suo lavoro e che ci vengano date delle risposte concrete, perché la situazione è ormai insostenibile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA