A2A: non giochiamo con la salute pubblica

di Laura Borsani La procedura per l'installazione dei Denox alla Centrale è in via di completamento. Da domani gli impianti verranno fermati per un mese, contestualmente all'opera di manutenzione, già programmata. Intanto si rincorrono dibattiti, ma anche azioni concrete, fino all'incarico da parte della Procura di un'indagine affidata a un super perito. Ce n'è abbastanza per mettere sotto pressione A2A. Il direttore generale dell'area tecnico-operativa del Gruppo A2A, ingegner Paolo Rossetti, vuole chiarire un concetto: «I fatti parlano di una Centrale che rispetta le normative, anticipando le direttive europee all'insegna delle migliori tecnologie disponibili. Certamente non giochiamo con la salute dei cittadini. Il tutto, in un contesto nazionale ed europeo di riadeguamento del sistema energetico. Voglio solo ricordare come la Germania, ad esempio, preveda un ampliamento dell'offerta energetica per nuovi 10mila MW, cioè 30 Centrali come quella di Monfalcone, funzionanti a lignite, cioè carbone fossile di minore qualità». Cosa accadrà per l'impianto termoelettrico a partire da domani? Premetto che la Centrale è un impianto "vivo" e come tale soggetto a verifiche e controlli costanti, sia da parte degli enti di controllo istituzionali, come Arpa, sia dagli enti preposti a rilasciare le autorizzazioni. Al ministero dell'Ambiente compete il rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale e procede con specifiche prescrizioni previste dalla legge in ordine all'esercizio dell'impianto. Quali sono le prescrizioni per l'Aia in corso? Sono quelle di adeguare gli impianti alle migliori tecniche disponibili con livelli emissivi adeguati alla nuova direttiva europea in fase di recepimento. Abbiamo quindi presentato richiesta di autorizzazione a installare i Denox. La procedura ha segnato un passo importante a febbraio, con la dichiarazione della Commissione Via, secondo la quale i Denox, essendo impianti utili all'abbattimento delle emissioni di ossido di azoto, nonsono soggetti alla Valutazione di impatto ambientale. Il 14 marzo la Commissione Aia ha approvato l'installazione dei Denox, ma a fronte del completamento della procedura di autorizzazione attraverso una modalità che andrà oltre il termine del 24 marzo 2014 previsto dall'Aia vigente. La Commissione Aia ha accolto la richiesta di completamento dell'installazione dei Denox al 31 dicembre 2015, peraltro a condizione che nel periodo dal 24 marzo 2014 al 31 dicembre 2015 la quantità di ossidi di azoto emessa dalla Centrale sia equivalente a quanto emetterà dopo l'installazione dei denitrificatori. Si noti che è un impianto impegnativo, che richiede un investimento di oltre 25 milioni di euro. A questo punto, domani andremo al fermo degli impianti per eseguire le operazioni di manutenzione già comunque programmate. Per aprile riteniamo di poter completare le procedure, unitamente alla manutenzione. Quindi cosa succederà? Con la rimessa in esercizio della Centrale, come ci siamo impegnati con il sindaco Silvia Altran e su indicazione della Commissione Via, manterremo l'impianto in condizioni comparabili alla presenza dei Denox. Come otterrete questa comparazione? Da una parte modulando l'esercizio per rispettare lo stesso livello di emissioni di ossidi di azoto che sarebbero prodotti con il Denox, dall'altro ottimizzando la combustione. Con i Denox intendete rinnovare l'Aia, a fronte di altri anni di produzione a carbone? L'installazione dei Denox è indirettamente richiesta dall'Aia esistente al fine di adeguare l'impianto alle migliori tecniche. L'Aia vigente ha termine al 2017. Se gli enti che ne hanno titolo richiederanno una verifica dell'Aia, esamineremo le richieste senza sottrarci a confronti utili al miglioramento continuo dell'impianto. Siete contrari al rigassificatore? No in linea di principio L'imprenditore Vescovini ha preso una forte posizione su questo tema. Pensate di adire a vie legali? Leggiamo con sconcerto le sue dichiarazioni sulla stampa, tuttavia siamo abituati a mantenere razionalità e buonsenso. Mi risulta, peraltro, che dallo studio eseguito con i licheni che ha commissionato emergono importanti conferme, "la centrale non ha effettivamente un impatto significativo sulla composizione elementare dei biomonitors", oltre a quanto sostenuto da Arpa: i biomonitoraggi, in sostanza, sono da interpretare. Ci riserviamo, comunque, di approfondire le dichiarazioni dell'imprenditore Vescovini, al fine di tutelare non solo l'onorabilità dell'azienda, ma soprattutto i nostri lavoratori. A proposito di indagini con i licheni: cosa può dire del dibattuto studio Elettrogen-Enel del 2000 sui metalli pesanti? Lo studio innanzitutto non è mai stato un segreto, era noto a tutti gli enti preposti e ai ministeri competenti. È un'indagine di 14 anni fa. L'azienda esegue periodicamente analisi in ordine ai metalli pesanti, a camino. Lo studio del 2000, tuttavia, contribuì a "tarare" lo sviluppo della Centrale, con la previsione della produzione a turbogas, attualmente però impraticabile sotto il profilo economico. È servito comunque a mettere a punto i successivi interventi migliorativi ai fini dell'Aia: se, infatti, Endesa prevedeva una potenza installata di 1.150MW (di cui circa 360MW a carbone), il nostro progetto ne prevede 340MW a fronte evidentemente di emissioni enormemente più basse. Cosa ne pensa dello studio epidemiologico che la Regione intende affidare ad Arpa e Università di Udine? Non possiamo che essere d'accordo, era da noi stato richiesto al Tavolo Tecnico istituito dal Comune e ci siamo dichiarati disponibili a collaborare. La Procura ha incaricato un esperto per eseguire le verifiche sulle emissioni della Centrale... La magistratura assume le scelte che ritiene opportune e che rispettiamo. Le finalità di questa indagine non ci sono note, tuttavia siamo a completa disposizione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA