Enel,balzo dei profitti Conti: puntiamo sui mercati emergenti

Via libera dell'Antitrust all'aggregazione Hera-Amga: lo rende noto la multiutility bolognese guidata da Tomaso Tommasi di Vignano (foto), spiegando che l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha deliberato di non procedere all'avvio dell'istruttoria. Si realizza così, ribadisce Hera, una delle condizioni sospensive previste dall'accordo del 23 gennaio 2014 e si compie un ulteriore passo nel processo di definizione dell'aggregazione È intanto in corso l'iter autorizzativo dei soci pubblici di Hera all'operazione, che ad oggi ha già visto esprimersi 14 enti che dovrebbe vedere la conclusione entro la fine di marzo. L'operazione di aggregazione sarà poi sottoposta all'approvazione delle assemblee dei soci il prossimo 23 aprile. In caso di via libera, la fusione avrà decorrenza dal prossimo 1 luglio 2014. di Piercarlo Fiumanò wTRIESTE Profitti in crescita per Enel nonostante la crisi dei consumi in Europa. Nel 2013 il gruppo ha chiuso con un utile netto ordinario di 3,119 miliardi (+10,3%) rispetto ai 2,828 miliardi del 2012. L'amministratore delegato Fulvio Conti, in scadenza in primavera, ha alzato il sipario sul piano industriale 2014-2018. Già rispettato l'obiettivo di scendere sotto la soglia dei 40 miliardi di indebitamento netto attraverso una cura a base di «efficienza e contenimento dei costi», puntando su energie rinnovabili (investimenti per 6 miliardi) e distribuzione e accelerando il processo di riorganizzazione del gruppo. Enel completerà nel 2014 il piano di dismissioni da 4,4 miliardi in modo da raggiungere gli obiettivi d'indebitamento netto: 37 miliardi per quest'anno, 39 miliardi nel 2016 e 36 nel 2018. Sull'utile incidono anche la cessione della controllata russa SevenEnergia e il buon andamento della produzione in America Latina. Conti promette che dall'anno prossimo, per la prima volta dopo tre anni, la remunerazione degli azionisti sarà migliore con un payout (cioè un tasso di distribuzione degli utili) in crescita dal 40 al 50%. Il consiglio ieri ha deciso di proporre all'assemblea del 24 maggio un dividendo di 13 centesimi per azione, contro i 15 centesimi nel 2013. Lo stacco cedola è stato fissato per il 23 giugno 2014. Gli obiettivi annunciati dall'ad confermano la strategia annunciata nel 2013. Gli investimenti previsti nel piano 2014-2018 sono pari a 25,7 miliardi, di cui il 57% sarà  destinato ai Paesi emergenti. Enel si prepara a puntare soprattutto sull'America latina e in prospettiva anche l'Africa. Sei miliardi sono destinati alle energie rinnovabili, che assieme al potenziamento delle rete di distribuzione (settori nei quali Enel «è tra i principali player a livello globale») - saranno i «driver della crescita del gruppo». Il gruppo intende puntare «sull'innovazione tecnologica, sulle nuove esigenze della clientela attenta all'efficienza energetica e al rispetto ambientale per specializzarsi nella fornitura di soluzioni innovative». Conti non ha fornito dettagli sugli asset in vendita: «In primo luogo gli asset non consolidati e quelli per i quali è disponibile un compratore». Non ci sarà Endesa in questa partita perché Conti ha chiarito che con la controllata spagnola bisogna portare avanti l'integrazione e «stiamo bene come stiamo, non ci saranno vendite ne verrà tolta dalla Borsa». Tra le misure che porteranno alla riduzione dei costi, ha spiegato Conti, sono previste ulteriori riduzioni di organico, soprattutto nei mercati maturi come Italia e Spagna e la chiusura di impianti di generazione per 8 mila megawatt entro il 2018. Nel corso della presentazione sono state anche diffuse le previsioni per Enel green power, la controllata delle rinnovabili, per la quale si prevede un Ebitda a 1,9 miliardi per l'anno in corso . ©RIPRODUZIONE RISERVATA