Le regole? Da sempre vengono aggiustate secondo convenienza

di Davide Casarotto Il 2014 è anno di rivoluzioni regolamentari. Sai che novità, penserà chi la Formula 1 la mastica e la segue anche solo da un paio di decenni a questa parte. Dal 1950 in poi la massima espressione della competizione automobilistica ha attraversato un'infinità di cambiamenti, sia a livello tecnico sia nella definizione dei punteggi atti ad assegnare i vari titoli. E di sicuro non l'ha fatto in maniera lineare, anzi. Vince l'improvvisazione. Più che secondo uno sviluppo costante le regole del gioco sono cambiate in base a strappi, dietrofront e ripensamenti. Non una politica di prospettiva insomma, ma solo una serie di risposte alle contingenze evidenziatesi lungo la storia del campionato. Ecco qualche esempio. Riecco il turbo. È il 1977: la Renault presenta una vettura motorizzata con un V6 da 1,5 litri sovralimentato. La scelta della Casa francese si rivelò vincente e fu seguita dalle altre marche: nel 1985 la griglia si compose solo di vetture turbo. Una serie di gravi incidenti e gli incredibili picchi di potenza (si superarono i 1000 cavalli) che iniziarono a raggiungere questi propulsori portarono prima a delle limitazioni e infine, nel 1989, alla loro messa al bando. Venticinque anni dopo riecco il turbo, che nella sua versione ibrida rivista e corretta ha l'intento di ottenere, con minori consumi, potenze accettabili da piccole cilindrate. Intento nobile ma una svolta così radicale rischia di portare nuovi costi di sviluppo in tempi di crisi. In più preoccupa la poca affidabilità mostrata nei test e non è utopia la possibilità di osservare gare con poche vetture al traguardo. Pit-stop e gomme. La sicurezza non è l'unico fattore a dettare i grandi cambiamenti. C'è la volontà di garantire al pubblico gare spettacolari ed equilibrate, seguendo magari strade che con la sicurezza non vanno troppo d'accordo. Prendiamo il discorso dei pit-stop: vietati nel 1984 perché considerati pericolosi tornarono dieci anni dopo perché ritenuti fase eccitante e spettacolare di una gara. Dal 2009 si possono solo cambiare le gomme e non si può fare rifornimento di carburante. Periodicamente questi pit-stop vengono additati come perni di quelle strategie che i Gran premi li rendevano noiosi, riducendo i sorpassi in pista. Continui ripensamenti anche sugli pneumatici: la convinzione che la concorrenza tra due o più fornitori facesse bene cadde quando iniziarono a vedersi gare dove le gomme, a seconda delle condizioni climatiche e delle piste, ne diventavano determinanti sull'esito. Dal 2007 c'è il fornitore unico. L'ultima vale doppio. Nel 2014 cambia anche il sistema dei punteggi assegnati ai piloti. Altra regola modificata e rivista parecchie volte. Fino al 1990 vigeva un cervellotico sistema con gli scarti dei peggiori risultati di un pilota nel corso della stagione. Dal 1991 si prendono in considerazione tutte le gare con punti ai primi sei classificati: 10 al primo (fino a poco prima erano 9), 6 al secondo, 4 al terzo e a scalare fino al sesto. Nel 2000 arriva l'era del binomio Schumacher-Ferrari, un dominio che vide nel 2002 il campione tedesco vincere il campionato addirittura già a luglio, con deleteria (per gli organizzatori) perdita d'interesse per la restante metà di campionato. I punti vennero quindi ridistribuiti dal 2003 nella speranza di ristabilire equilibrio: 10 al primo, 8 al secondo, 6 al terzo e via a scalare fino all'ottavo piazzato. Anche se poi Schumi trionfò altri due anni il sistema venne ritenuto soddisfacente fino ad una nuova rivoluzione nel 2010. Si usano gli stessi punteggi del Motomondiale: 25 punti al primo, 18 al secondo, 15 al terzo, 12 al quarto e a scalare fino al decimo. La superiorità di Sebastian Vettel e Red Bull inizia a essere schiacciante? Ecco la nuova discutibile modifica: il raddoppio dei punteggi nell'ultimo Gran premoio di stagione. Una scelta che dovrebbe contribuire a tenere aperto il discorso iridato fino all'ultima tappa di Abu Dhabi ma che, di contro, potrebbe penalizzare eccessivamente chi vi arriva da leader di classifica. Mettetevi nei panni di un pilota che totalizza 49 punti sulla concorrenza con una grande stagione ma ad Abu Dhabi ha un guasto e vede vincere il suo più diretto inseguitore. Ci sarà da riflettere e discutere ancora a lungo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA