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FERROVIE I disagi dei pendolari nVenerdì 21 febbraio, 2° binario della stazione di Monfalcone, ore 7.15. Quando ho visto arrivare un treno Minuetto al posto della littorina a 4 vEtture che arriva ogni giorno da quando a dicembre è cambiato l'orario ferroviario, ho avuto un moto di rabbia. Ma come si fa, a quell'ora del mattino, orario di punta dei pendolari, a mandare un treno così piccolo, solo tre vetture? Viaggio in piedi, stipato davanti alle porte. Lunedì 24 solita ora, solito binario. Sorpresona. Arriva un bellissimo treno con 7 carrozze, come arrivava fino a 2 anni fa. Hanno finalmente capito che in orario di punta i treni devono essere adeguati al numero di utenti. Martedì 25, di nuovo la littorina a 4 carrozze, altamente insufficiente alle esigenze dei pendolari, per spazio e comfort. Devono essere perfidi. Ci hanno illuso, ci hanno dimostrato che volendo si può, ma siccome non vogliono, ci hanno detto: restate sul vostro carro bestiame. E se vi lamentate, Minuetto tutti i giorni. Lettera firmata POLITICA La coerenza di Renzi nLa coerenza in politica paga? È una domanda che andrebbe posta al segretario nazionale del Pd Matteo Renzi. Non toccheremo il governo Letta! Tuonava il sindaco di Firenze. Non andrò mai al governo senza una legittimazione popolare. Cosa è cambiato nel frattempo? Probabilmente l'ambizione personale di guidare un esecutivo entrando nella "stanza dei bottoni". Sta di fatto che vedremo alle prossime elezioni politiche se gli elettori premieranno questa scelta spregiudicata e discutibile del politico fiorentino. Rocco Lenge PENSIONI Un futuro denso di incognite n Da dati ufficiali più recenti (fine 2012) ci dicono che il numero delle pensioni erogate da Inps Friuli Venezia Giulia ammontano a 511.833 comprensive di ex Inpdap (lavoratori pubblici) ed ex Enpal (lavoratori spettacolo e dello sport). Disaggregando le cifre globali si nota che le pensioni previdenziali sono pari a 373.053, le pensioni assistenziali pari a 62.179, quelle pubbliche pari a 75.470 e quelle dello spettacolo 1.122. I pensionati della gestione privata titolari di pensione di vecchiaia e anzianità percepiscono un importo medio di 1030,19 euro mensili (1.339 gli uomini, 654,88 le donne) mentre quelli della gestone pubblica ricevono un importo di 1.750 euro il mese. Analizzando per classe d'importo si evidenzia che il 37% percepisce nel complesso prestazioni al di sotto dei 1.000 euro; il 43% percepisce fra i 1.000 e i 2mila euro mensili. L'89% dei pensionati ha una età superiore ai 60 anni. I lavoratori in servizio iscritti alle gestioni private dell'Inps sono 470mila; i lavoratori iscritti alla gestione pubblica sono 86mila; gli iscritti all'ex Enpals risultano essere circa 5mila. Tutti gli importi vanno drasticamente ridimensionati per effetto soprattutto delle trattenute fiscali. Un dato molto preoccupante è rappresentato dal fatto che ben 90mila pensioni sono integrate al minimo (mediamente importo 460 euro mensili); vale a dire che senza l'intervento statale di 227 euro, la pensione, a calcolo, risulterebbe pari a euro 233. Tenuto conto che la riforma Fornero, a regime, col criterio contributivo esclude l'integrazione al nulla, si può facilmente immaginare quali potranno essere gli importi delle pensioni fra qualche anno in presenza di una profonda crisi occupazionale che impedisce qualsiasi possibilità di costituire una rendita minima vitale. Alcuni milioni di lavoratori si attesterebbero al di sotto dei 200 euro. Bisogna prendere coscienza che la stragrande maggioranza dei cittadini non avrà l'opportunità di lavorare a pieno tempo per oltre 43 anni consecutivi. Allorchè i nodi verranno al pettine, riuscirà il sistema pubblico a sostenere l'impetuosa ondata di cittadini estremamente poveri? La Fornero ha pensato soltanto a salvare la casa a spese della povera gente senza tener conto delle disastrose conseguenze, nè contemplare alcuna compensazione a provvedimenti insensati. Ciò che sorprende è l'assenza del problema dall'agenda politica a qualsiasi livello. Per sopravvivere dignitosamente, da tempo moltissimi pensionati, sono andati a vivere in paesi caldi e accoglienti ove con 1.000 euro mensili conducono una vita agiata come se in Italia ne avessere 3mila di euro mensili. Agiscono come alcuni volatili che per sopravvivere migrano continuamente. Sarebbe interessante, comunque, sapere dove potranno migrare i pensionati futuri con 200 euro mensili. Franco Bellini Gorizia GORIZIA Casa Morassi restauro ben fatto nCome sempre è un piacere ringraziare le persone di valore e le cose belle. Grazie dunque al Piccolo per il bel articolo dell'amico Diego Kuzmin sulla ristrutturazione della mia casa natale. Ha colto nel segno anche nel suo appunto, che è corretto. Non sarò mai abbastanza fiero di mia nipote Cecilia Morassi tanto giovane in età quanto preparata e determinata sì da ricordarmi la zia Luigia Morassi Bernardis prima donna architetto in Italia. La Soprintendenza ci permette di lavorare bene con buoni indirizzi e l'impresa Berisha riesce a interpretare lo spirito di una costruzione che porta tanta storia. Cosa chiedere di più? Forse qualcuno degli aiuti promessi? Certo è una soddisfazione sentirsi di gran lunga più bravi di coloro che ristrutturano vie e piazze. Giovanni Morassi Gorizia