I giudici tedeschi: il piano di Draghi alla Corte Europea

Si allentano ulteriormente le tensioni sui titoli di Stato dei Paesi periferici dell'Eurozona dopo che la Corte Costituzionale tedesca ha rinviato alla Corte Europea di Giustizia la decisione sulla legittimità del programma Omt della Bce, ossia del piano di acquisti illimitati di Bond messo a punto da Francoforte nel 2012 per abbassare gli spread. Il rendimento del Btp decennale è sceso ai minimi da marzo 2006 al 3,68%, con lo spread in calo verso i 200 punti base (203). Bene il differenziale della Spagna, col divario tra titoli decennali iberici e tedeschi a 192 punti base e col rendimento dei Bonos giù al 3,58%. Milano è tra le migliori con l'indice Ftse Mib in rialzo dello 0,96% a 19.692 punti, riportandosi così vicino alla soglia dei 20.000 punti varcata lo scorso 15 gennaio dopo 2 anni e mezzo. MILANO La Corte Costituzionale tedesca chiama in causa la Corte europea sul programma Omt della Bce, il «bazooka» lanciato a settembre da Mario Draghi contro la crisi del debito sovrano. La Corte sostiene che ci siano «importanti ragioni» per ritenere che con il piano Omt la Bce sia andata oltre il suo mandato di politica monetaria, violando quindi i poteri degli stati membri e il principio che proibisce il finanziamento monetario dei bilanci nazionali. Tuttavia, in una nota, afferma anche di «considerare possibile che se il programma Omt fosse interpretato restrittivamente» potrebbe essere conforme alla legge. Nello stesso comunicato i giudici costituzionali tedeschi annunciano che si pronunceranno sull'Esm il 18 marzo. La Bce «prende atto» e ribadisce che il programma Omt rientra nel suo mandato» contestando la versione della Corte tedesca secondo cui l'operazione eccede il mandato della Bce. Giudizio favorevole della Commissione europea: «L'azione della Bce durante la crisi - ha detto il portavoce del vicepresidente della Commissione europea Olli Rehn, Simon ÒConnor - è stata concordata in numerose occasioni con il presidente Barroso e il vicepresidente Rehn». La Commissione definisce le azioni della Bce «in linea con il suo mandato, pienamente indipendenti e decise in conformità con il diritto comunitario». Il Governo federale prende atto «rispettosamente» della decisione. Una portavoce della cancelliera Angela Merkel ha precisato che la Corte costituzionale tedesca si muove nell'ambito delle sue prerogative e che le decisioni della Corte di giustizia europea «saranno considerate fondamentalmente come una interpretazione vincolante del diritto dell'Unione europea». In questo ambito «bisogna aspettare quello che succederà. Si tratta di una procedura giuridica estremamente complessa». Tocca così alla Corte di Giustizia dell'Unione europea, che ha sede a Lussemburgo, dirimere la spinosa questione della conformità o meno alle legge Ue del bazooka creato da Mario Draghi nell'estate 2012. È la prima volta che la Corte Costituzionale tedesca passa la mano alla Corte di Giustizia Ue. Non è un compito facile per l'istituzione di Lussemburgo, ma forse ora la Bce potrà contare su un giudice più amico di quello tedesco. La Corte Ue ha infatti tradizionalmente appoggiato le istituzioni europee nella loro interpretazione delle leggi comunitarie. E quindi tutto lascia pensare che l'appoggio alla Banca centrale europea, e quindi il via libera al bazooka Omt, sia scontato. Un altro elemento che lascia pensare ad una soluzione favorevole alla Bce è che la Corte Ue nei suoi giudizi fa gli interessi dell'Unione e non quelli di un singolo Stato, anzi, non tiene in considerazione in alcun modo le sensibilità dei 28 Stati membri. Essendo quindi un ricorso puramente tedesco, perchè solo Berlino ha espresso dubbi sulla legittimità della decisione di Francoforte, nel formulare il giudizio i giudici di Lussemburgo guarderanno alla questione in generale e non ai dubbi esclusivamente tedeschi. O ai suggerimenti contenuti nella sentenza di Karlsruhe che vedrebbe compatibile col mandato Bce solo un uso restrittivo dell'Omt.