Tagli alla sanità, Gorizia penalizzata anche sulla Tac

di Francesco Fain Ridimensionamenti già visibili all'ospedale di Gorizia secondo il consigliere comunale Franco Hassek («Noi approviamo ordini del giorno ma l'Ass isontina va avanti per la sua strada»). Gorizia è l'unica provincia in regione senza una Tac a 64 strati, fa eco il consigliere regionale Rodolfo Ziberna. Ed è soprattutto su questo tema che si scatena la battaglia. «È un dato sconcertante - tuona l'esponente forzista - che dimostra il trattamento che questa giunta regionale riserva alla popolazione isontina, ormai sdegnata da quanto sta accadendo sul fronte sanitario. La ragione? Spendere 300mila euro (costo di una Tac a 16/32 strati) anziché i già previsti 900mila (costo di una Tac a 64 strati)». Ziberna ha fatto di più e ha inviato una lettera ufficiale al direttore centrale alla Salute Adriano Marcolongo e all'assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca, nella quale si caldeggia la richiesta di acquisto di una Tac a 64 strati, formulata da parte dell'ospedale di Gorizia. «In questo modo tutte le province della regione tranne Gorizia, dispongono di Tac a 64 strati: in provincia di Trieste ve ne sono 2 a 64 strati ed 1 a 256 strati, in provincia di Pordenone 2 ed in provincia di Udine 4 Tac a 64 strati, precisamente a Udine, Tolmezzo, Palmanova e San Daniele. A Gorizia è stato, quindi, precluso il servizio diagnostico che viene invece assicurato su tutto il territorio regionale, a dimostrazione di come questa giunta regionale intenda smantellare la sanità isontina». «Da questa scelta dell'amministrazione – prosegue l'esponente di Forza Italia – deriva che agli ospedali di rete è sufficiente una Tac entry level a 16 strati, indipendentemente dal lavoro che svolgono e dalla tipologia di esami. Ricordo che la differenziazione tra hub e rete verte sul numero di posti letto, il cui limite è 300. Ora, se Gorizia e Monfalcone costituiscono ospedale unico, come da tempo sostiene la direzione generale, allora possiamo contare su... 360 posti letto e, pertanto, il problema della Tac a 64 strati non dovrebbe porsi. Pare, però, che qui si giochi sempre con i numeri a nostro svantaggio: quando sta bene siamo ospedale unico, quando non è utile siamo ospedale di rete». «Ricordo anche che nel 2012, grazie al contenimento della spesa di 2,6 milioni di euro, erano stati stanziati 1,3 milioni per l'Ass isontina, di cui 1,1 milioni erano già stati destinati all'acquisto della Tac, successivamente ridotti a 915mila euro. Mi chiedo: se dovesse essere confermato il taglio della Tac ed il conseguente risparmio di 600mila euro, dove andranno a finire queste risorse? Come al solito a Trieste?» «Mi auguro – conclude Ziberna – che la giunta Serracchiani riveda le inique decisioni adottate che ledono il diritto alla sanità, negato solo al territorio isontino, e che questa volta dia una risposta, sebbene sia sua prassi negare all'opposizione anche il diritto di ottenere informazioni relative al suo operato, alla faccia della trasparenza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA