C'è la crisi? La qualità della vita migliora

Nel capitolo decisamente "sensibile" della salute una conferma: la provincia di Pisa primeggia come nel 2012. Al secondo posto, grazie a un colpo di reni che la fa risalire dall'undicesima piazza in cui era affondata lo scorso anno, si piazza invece la Provincia di Milano. Seguono quelle di Isernia, Siena e Roma. Quest'ultima, con il quinto posto, recupera tre posizioni. ROMA Il 2013 lascia dietro di sé una scia positiva in termini di qualità della vita: nonostante la gelata economica infatti sono 59 le province italiane, su un totale di 110, in cui è stato registrato un miglioramento, che è stato peraltro il più alto negli ultimi 5 anni. È il ritratto stilato dall'Università La Sapienza per Italia Oggi Sette, che conferma al primo posto nella graduatoria generale la provincia di Trento, seguita, nella top ten, da quella di Bolzano, Aosta, Cuneo, Belluno, Siena, Parma, Pordenone, Verona e Treviso. Lo studio evidenzia anche un marcato miglioramento delle regioni del Centro e, contestualmente, un ulteriore arretramento del Sud e Isole. L'ultimo posto della graduatoria è infatti occupato da Crotone, preceduta da Enna, Vibo Valentia, Carbonia-Iglesias, Trapani, Napoli, Catania, Medio Campidano, Cosenza e Foggia. La fotografia scattata dai ricercatori dell'ateneo romano monitora nove dimensioni particolari: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita. Il risultato? Un'Italia a due velocità, anche se non mancano le eccezioni, come la neo-provincia Barletta-Andria-Trani (83ma), "migliore tra le peggiori", che riesce a primeggiare in una sezione particolare come quella del "disagio sociale", essendo in quest'area meno avvertito rispetto a tutte le altre. L'analisi 2013 sulla qualità della vita mostra dunque, rispetto al recente passato, un netto miglioramento nel Nordovest e nell'Italia Centrale. Ma in sostanza le province che escono meglio dallo studio sono quelle del Nordest, delle Marche, di una fetta minore della Toscana e del Piemonte. Tra le 51 province che nell'insieme incassano una valutazione scarsa o insufficiente figurano 3 province del del Nord-Ovest, una del Nord-Est, 7 dell'Italia Centrale e ben 40 su 41 dell'Italia meridionale e insulare. Tra l'altro, nel gruppo delle province con un'insufficiente qualità della vita, figurano soltanto territori del Mezzogiorno, dove secondo gli autori «non si avvertono cenni di miglioramento». Tornando alla primatista Trento, i ricercatori sottolineano che questa provincia ha confermato in termini di qualità di vita il percorso iniziato 4 anni fa. Ma non è tutto: questa parte d'Italia è dal 1999 stabilmente nel gruppo di eccellenza senza aver mai perso posizioni. E quest'anno è riuscita a svettare in 6 dimensioni su 9: affari e lavoro, ambiente, criminalità, popolazione, servizi finanziari e scolastici e tempo libero. L'ultimo posto di Crotone è invece paradigmatico delle province del Sud, con esiti negativi su affari e lavoro, ambiente, servizi finanziari e scolastici, tempo libero e tenore di vita. Un elemento in decisa controtendenza è quello emerso dai dati relativi alle province dei grandi centri urbani, dove si è registrato un andamento tendente al peggioramento. Con l'esclusione della provincia di Milano, che guadagna 2 posizioni rispetto al 2012 e 12 dal 2010, attestandosi in 37ma posizione. Meno brillante Torino, che cede 3 posizioni e si piazza 49ma in classifica generale, in affanno le province di Roma (64ma), e Napoli (105ma). Male anche Venezia (88ma). Altra novità di quest'anno è quella di Cuneo, la cui provincia va ad occupare la quinta posizione, dopo Aosta, precedendo Vercelli, Trieste, Belluno, Modena e Mantova.