Morti per amianto, la Regione si ricordi di Monfalcone

Al presidente della Regione Fvg Debora Serracchiani: "Scrivo di uomini e donne che hanno vissuto e vivono intensamente una vita intera, con il gusto e la curiosità di conoscere, di sapere, di imparare. Che hanno creato una famiglia, cresciuto i figli dando loro opportunità e speranze, passando il testimone. Che hanno fatto sacrifici, riso e pianto, si vergognavano quando sbagliavano, riconoscevano l' errore, chiedevano scusa. Persone di grande dirittura morale, di esempio. Avevano la solidarietà, l' integrazione e il lavoro come fili conduttori. Sapevano che dovevano lottare uniti per avere la forza di conquistare i loro diritti. Questa è la gente del nostro territorio, un capitale umano che non ha prezzo, oggi non utilizzato. Molta di questa gente è stata tradita sul posto di lavoro da un atto di guerra unilaterale dell'amianto. Sono i condannati a morte. Nel 2013 saranno circa 70, come nel 2014 a crescere fino al 2020/25. Oggi, gli esposti sono emarginati, mortificati, umiliati, resi invisibili nella società dall'indifferenza, dal nulla espresso dai partiti, dalle istituzioni locali. Questo è il secondo tradimento. Prevale in loro il senso di abbandono, nemmeno in tempo di guerra si abbandonavano i feriti, oggi si. Per gli esposti, poi, è stata sospesa la Costituzione, viene loro negato il diritto a una cura per guarire. Mentre per l' amianto si fanno deroghe, continua a inquinare in tutti i Paesi. Dovrebbe scattare l' indignazione, almeno nelle aree dove sono maggiori i costi in vite umane, ma non è così. Come esposti si continua ad affrontare il cammino della vita nella paura quotidiana di avere le placche e che un giorno si mettano in moto. Mai come adesso vuoi vivere, vuoi essere curato, vuoi guarire, e un diritto che ti aspetta. Pensi a come sono importanti i processi, le condanne per i colpevoli, però la prevenzione, la cura, l' assistenza per te ora sono la sola questione. Come trattenere la tua unica vita. Dove lavoravi il materiale non c'è più, sono rimaste le conseguenze. Vedi in tutti i paesi tettoie, capannoni, camini, perfino i tubi dell'acqua potabile che continuano ad impestare la gente, senza fine. Pensi allora all'importanza di fissare una data per la rimozione dell'amianto, per non lasciarlo alle future generazioni, ai tuoi figli. Vorrei, nel 2014, entrando in città, leggere: Monfalcone città delle navi da crociera, città senza amianto, città felice. Ti auguri che tutti gli esposti vadano a iscriversi al Registro regionale senza paura, per fare le visite preventive, le diagnosi precoci, allunga sempre la vita. Speri, pretendi che tutti i sindaci della provincia, i sindacati Cgil-Cisl-Uil in cui credi, li senti tuoi, si mettano alla testa di una vasta mobilitazione verso la Regione, che è in silenzio perenne, fin a che non venga riconosciuto il centro specialistico e gli altri punti della piattaforma. Non c'è più tempo da perdere. Con il suo silenzio, la Regione e diventata corresponsabile, subendo una sconfitta politica. Pensi all'importanza di investimenti per la ricerca perché la malattia diventi curabile. Servono soldi, per cominciare si prendano quelli votati dalla Regione per i benefit - privilegi per i consiglieri regionali in pensione. Si studi, si verifichi la possibilità di intervenire sulle placche, invece di aspettare uno,cinque, dieci anni: quando si mettono in moto è troppo tardi. Si sperimenti anche per l' amianto la Tac spirale, l' ultimo ritrovato tecnologico per i tumori al polmone dei fumatori ". Questo è quanto ho scritto 10-12-2010, sono state aggiornate solo le date. Amianto questione irrisolta e tale resterà fintanto che le coscienze maturate, le testimonianze per formarle trasformano la sofferenza, la rassegnazione, la rabbia, in Ribellione, non come rifiuto delle regole o del non rispetto, ma proprio perché si crede nella giustizia, nella vita, nel futuro. Cosa fare perché nel 2014 le 70 morti previste vengano sospese? Dovrebbe essere la prima sfida, la più importante, la priorità per tutta la regione. Venga raccolta un opportunità conquistata che è il Piano Nazionale Amianto varato nel marzo 2013, venga definito un Progetto Regionale come previsto dal Piano Nazionale. Venga organizzata una mobilitazione a sostegno dell'ordine del giorno approvato dal Consiglio provinciale pochi giorni fa che fa propri i contenuti del Piano Nazionale. Alla fine un modesto giudizio sul processo appena concluso, su oltre 2000 morti meno di 100 erano i casi interessati, sicuramente poco. Poi non ho capito la condanna a metà. Quando uno muore, è una totale sottrazione e con lui o lei muore anche la metà della persona vicina. Quindi la pena doveva essere il massimo, senza discussioni. *già sindacalista Fiom