Burgo, i sindacati non mollano «Gli esuberi vanno ridotti»

di Tiziana Carpinelli wDUINO AURISINA Ancora niente di fatto dal fronte Burgo. La vertenza "calda" sui 68 esuberi, per i quali l'azienda ha già avviato a partire dallo scorso 8 novembre la procedura di mobilità, resta ancora in una fase interlocutoria: i sindacati, presenti tutte le sigle, hanno prospettato il loro piano di salvataggio dei posti a rischio, imperniato sul recupero di tutte le lavorazioni date negli ultimi anni in appalto a ditte esterne nell'intento di convogliare l'organico sulla riapertura della linea 1, in seguito però dismessa. Tavolo aperto, dunque. A fronte delle proposte sindacali l'azienda non ha battuto ciglio, né opposto il classico "niet". Non si è, insomma, sbilanciata, ma per l'intera durata dell'incontro fissato nella sede della Confindustria di Trieste la dirigenza ha preso appunti, in qualche caso chiedendo chiarimenti su specifiche ipotesi formulate dai rappresentanti dei lavoratori. Ci si è lasciati con la ripromessa di un nuovo round, che avrà luogo entro i primi di dicembre, forse dopo il coordinamento nazionale di Burgo, in calendario il 5 dicembre a Vicenza. In quell'occasione il gruppo, dopo aver soppesato le mosse di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, farà capire come intende procedere. Se nella trattativa farà valere la linea morbida, di dialogo, oppure tirerà dritto, stracciando le controproposte messe sul piatto. Intanto, però, ieri una data è stata fissata ed è quella del 23 dicembre, termine entro il quale – per legge – dovrà essere trovato un accordo tra le parti, pena l'avvio dei licenziamenti. "Come sindacato – ha spiegato Adriano Valle, segretario Ugl – abbiamo esposto all'azienda quelle che secondo noi sono le posizioni recuperabili, per lo più frutto della riappropriazione di una serie di mansioni date negli anni in appalto. Abbiamo chiesto la possibilità di applicare la riforma Fornero per attivare alcuni prepensionamenti, ma l'azienda ha dato picche. Per contro ci ha domandato di raccogliere eventuali adesioni alla modalità volontaria, senza tuttavia porre cifre o ragionamenti in merito. Circostanza che ci è parsa quantomeno anomala, come del resto la natura di quest'incontro, piuttosto interlocutorio, quando invece ci saremmo aspettati qualche risposta in più". "Difficile – ha concluso – capire cosa passi per la testa dell'azienda". Che il tavolo sia ancora tutto aperto lo ha confermato anche Tiziana Cozzi, segretaria regionale Fistel-Cisl: "L'azienda ha preso appunti sulle nostre proposte formulate per ridurre gli esuberi, così da verificare la fattibilità della linea espressa dalle sigle. Non abbiamo riscontrato né chiusure né diktat. Per quanto ci riguarda, le idee avanzate puntano a salvare i 48 esuberi ufficiali, frutto di accordi firmati nel 2009 da ambo le parti, dunque Cgil, Cisl, Uil e Ugl da un lato e azienda e Confindustria dall'altra". Come a dire: gli altri 20 esuberi, solo di recente spuntati e dichiarati dall'azienda per risparmiare un milione di euro all'anno, si tratteranno in seguito. ©RIPRODUZIONE RISERVATA