La Risorta si aggiudica la sfida triestina

TRIESTE Incartapecorita. Con lo sguardo rivolto al passato. Incapace di eccellenze. Trieste esce così, e non è la prima volta, dall'immagine fornita dalla Guida Espresso. Che gratifica di nuovo, anche giustamente, la Risorta di Stefano Blasotti, a Muggia come miglior ristorante della provincia e un bel 15/20, ma poi ripesca nell'album dei ricordi per giudicare gli altri. Non sono proprio gli ultimi arrivati Chimera di Bacco, Bollicine e l'Harry's Grill dei Duchi d'Aosta che sgomitano a 14,5/20, ma pare di capire che, almeno nell'ultimo caso, la transumanza dei cuochi abbia fatto il miracolo... Anche più sorprendente il gruppone dei 14/20. Il recente cambio di gestione è stato evidentemente indolore per i Fiori e Nerodiseppia può essere considerato locale ancora relativamente "nuovo" ma le Bandierette e Menarosti sono a un passo dal diventare "storici". Alla pari di quel Suban che, stranamente, dopo cento e passa anni di storia finisce solo tra i ristoranti "segnalati" e senza voto, alla pari del mitico Da Pepi. Un vero oceano, peraltro, che accomuna all'insegna dell'n.g. (non giudicabile o non giudicato, è lo stesso) posti diversissimi come Bagatto e Bragozzo, Arcoriccardo e l'ancor giovane Ego, l'Enoteca Nanut e la Barca di Marina San Giusto, la Bottega di Trimalcione e Zoe Food, Pepenero Pepebianco e Scabar, Barettine e Antica Ghiacceretta... Tutti assieme appassionatamente? Anche no. Certo, anche la citazione è importante ma soprattutto per chi si faceva in anni non lontani un punto d'onore della presenza nelle principali guide, non è notazione da poco... In provincia, intanto, exploit muggesano a parte, spazio anche alla Dama Bianca di Duino, con un lusinghiero 14/20 e per una citazione alla recentemente rinnovata (nel look e nella gestione) Alla Posta di Basovizza. Il resto del Carso? Non pervenuto. Se, come si diceva, la qualità esagerata, o comunque da Olimpo del gusto, non abita qui, non altrettanto si può dire dei nostri vicini sloveni e croati. Come si ricorderà, da alcuni anni la Guida Espresso butta l'occhio oltreconfine e, a giudicare dai voti assegnati, con grande profitto. E così, in senso matematico, gli sloveni Hisa Franko e Pri Lojzetu del vulcanico Tomaz Kavcic si installano addirittura a quota 16,5/20, assieme all'istriano Monte. Li seguono a 15,5/20 Damir e Ornella, di Cittanova e l'Hotel San Rocco di Verteneglio a 15 il Wine Vault dell'Hotel Monte Mulini, a 14,5/20 Batelina, a 14/20 il Dam di Nova Gorica e via istrianeggiando... Come dire che la cucina sloveno-croata ha voti mediamente più alti di quella dello stesso Fvg. Delle due l'una: o la ristorazione "di là" ci ha sorpassato, o siamo noi che siamo rimasti fermi. Comunque un bel tema di discussione. (f.b.)