Chi era Erma, sorpresa a tavola con Kandinsky

La mostra "Erma Bossi. Eine Spurensuche" rimarrà aperta allo Schlossmuseum di Murnau (80 km a sud di Monaco, sullo Staffelsee) fino al 3 novembre. Nell'esposizione che riunisce per la prima volta una trentina di opere della pittrice nata a Pola nel 1875 e scomparsa a Cesano Boscone (Milano) nel 1952, sono presenti anche il "Ritratto di Erma Bossi" dipinto nel 1902 da Carlo Wostry e il paesaggio "Greco" del 1926, entrambi di proprietà del Museo Revoltella di Trieste. Per l'occasione è stato edito un catalogo con i saggi di Nancy von Breska-Ficovic, Bernd Fäthke, Christine Ickerott_bilgic, Carla Pellegrini Rocca, Sandra Uhrig, Sergio Vatta. Info: www.schlossmuseum-murnau.de di Franca Marri wMURNAU Due anni fa, nelle raccolte dello Schlossmuseum della cittadina tedesca di Murnau, giunse un dipinto di Gabriele Münter intitolato "Kandinsky e Erma Bossi a tavola". Dell'opera, che riproduce un angolo della casa in cui l'autrice soggiornava dal luglio del 1909 insieme al suo compagno e maestro Vassily Kandinsky a Murnau, esistono più versioni e diversi schizzi preparatori. Osservando l'intensità della conversazione che pare intercorrere tra i due protagonisti del dipinto la direttrice del museo, Sandra Uhrig, ha voluto approfondire la conoscenza dell'artista raffigurata di fronte al celebre maestro dell'astrattismo, tentando di fare chiarezza tra le poche e confuse notizie biografiche e gli altrettanto pochi lavori a disposizione. Si è intrapresa così una ricerca sulle tracce di Erma Bossi che ha portato alla realizzazione di una mostra, inauguratasi a fine luglio allo Schlossmuseum di Murnau (visitabile fino al 3 novembre), e alla pubblicazione di un catalogo che si avvale tra l'altro dei contributi di Carla Pellegrini Rocca, gallerista milanese il cui archivio conserva diverse testimonianze sull'artista, e di Sergio Vatta per la ricostruzione degli anni triestini della Bossi. Erma Bossi, il cui nome originario era Erminia Bosich, nasceva infatti a Pola nel 1875 da famiglia triestina. A Trieste, dal 1888 al 1893, frequenta con profitto il Civico Liceo Femminile. Già a questi anni va probabilmente ascritta la sua inclinazione artistica che avrà modo di svilupparsi poi nell'ambito del Circolo Artistico triestino. Nel 1897 risulta socia del Circolo ed espone alle mostre da esso organizzate ottenendo lusinghieri riscontri sulla stampa locale. Al 1902 risale il ritratto che Carlo Wostry le dedica, definendola "distinta collega", mentre di due anni dopo è la recensione che su "Il Piccolo" segnala i suoi pastelli "modellati con energia quasi violenta" con "un impeto di colore così acceso di luci arrischiate da impressionare l'osservatore". Nell'arte della Bossi pare dunque delinearsi sin da subito un'indole tendenzialmente espressionista che di lì a poco avrà modo di confrontarsi con i maggiori protagonisti europei di tale corrente. Nello stesso 1904 pare infatti che l'artista giungesse a Monaco di Baviera. Qui non si sa con certezza se abbia potuto frequentare un'Accademia del Circolo Artistico femminile o, anche forse solo occasionalmente, i corsi di pittura tenuti da Anton Azbe e Heinrich Knirr. Sicuramente ben presto entra in contatto con Gabriele Münter, Vassily Kandinsky e gli altri pittori che nel 1909 fondarono la Neue Künstlervereinigung München. Il registro comunale degli ospiti estivi di Murnau attesta che Erma si era intrattenuta nell'estate del 1908 nella località di villeggiatura sullo Staffelsee assieme a Kandinsky, Münter, Jawlensky e Werefkin, soggiornando alla pensione Echter. Lo stesso Jawlensky la ricorda nei suoi diari. Con gli artisti della Nuova Associazione di Monaco Erma Bossi espone alle prime tre mostre, dal 1910 al 1912, quando già sembrerebbe attratta da Parigi. Alcune tele come "Caffè Blanche" e "Moulin Rouge", citate nei cataloghi delle mostre monacensi, presentano soggetti chiaramente ispirati alla capitale francese. Proprio a Parigi, dove si trasferirebbe intorno al 1911, le tracce dell'artista si affievoliscono con notizie sulla sua partecipazione a diversi Salon che tuttavia non è stato possibile comprovare. Un altro enigma di questo periodo riguarda un ipotetico matrimonio della pittrice con il tenore italiano Carlo Barrera (1865-1938). La firma Erma Barrera Bossi compare infatti in alcuni dipinti databili dal 1910-11 fino al 1920 circa. Alla fine della prima guerra mondiale, negli anni Venti, si stabilisce a Milano. Il suo stile pittorico si allinea al clima di "ritorno all'ordine" e le sue opere appaiono nelle esposizioni del Gruppo Novecento. Negli stessi anni il suo nome ricompare anche nelle esposizioni sindacali di Trieste. Nel 1930 espone una "Natura morta" alla XVII Biennale di Venezia. Morirà in povertà all'istituto assistenziale cattolico di Cesano Boscone nel 1952. ©RIPRODUZIONE RISERVATA