Storia di coraggio e genio per tutti noi

Questo messaggio di auguri dello scrittore Claudio Magris verrà letto anche nella serata in onore di Boris Pahor giovedì al Teatro Sloveno di Trieste. di CLAUDIO MAGRIS Fare gli auguri a Boris Pahor significa farli a tutti noi, perchè Boris - con la sua persona, con la sua storia, con le sofferenza patite, il fermo coraggio con cui le ha affrontate e la geniale creatività con cui le ha trasformate in grande letteratura, in racconto di tutti - rappresenta una voce, una realtà, una testimonianza, un valore essenziale fondanti per tutti noi, per la nostra città e per la civiltà di noi tutti. Questo grande scrittore triestino ed europeo ci dimostra e ci ricorda che - cosa che abbiamo impiegato troppo tempo a riconoscere - la componente slovena di Trieste è una realtà umana e culturale senza la quale noi italiani saremmo mutilati di una parte di noi, come lo sarebbero gli sloveni di Trieste senza gli italiani. La consapevolezza - ferma, senza titubanze e senza ossessivi rancori - di scontri e ingiustizie anche feroci, di torti reciproci - non può offuscare, bensì rafforzare questa nuova coscienza che abbiamo di noi e di cui Boris è una pietra angolare. Ma la sua opera non può certo essere ridotta a ciò che essa significa per la triestinità, perchè la trascende poeticamente. La letteratura, anche la più impegnata, va oltre ogni sia pur alto significato morale e politico; è sempre, anche quando nasce da esperienze dolorose, un gioco degli dèi che, come i bambini, fanno e disfano i castelli di sabbia in riva al mare. Auguri, caro Boris, e grazie. ©RIPRODUZIONE RISERVATA