Moretti (Pd): un referendum sulla presenza della centrale

«L'ipotesi di riconversione a "carbone pulito" della centrale presentata da A2A venerdì scorso, la "novità" relativa alla co-combustione carbone-rifiuti, l'ennesima conferma che il protocollo d'intesa sulla conversione a metano della centrale non sarà rispettato, non può che far ribadire che il carbone a Monfalcone e nel territorio ha fatto il suo tempo». Ad affermarlo è il consigliere regionale del Pd Diego Moretti, che prosegue rilevando che «la città e il territorio non possono essere esclusi da un percorso partecipativo che deve i paesi limitrofi (i comuni di Città mandamento e Grado), tutti investiti dalla presenza della centrale. Perché quindi - chiede Moretti - non pensare a un referendum consultivo per il Monfalconese e Grado, sulla presenza o meno della centrale o su una nuova?». Riguardo alla richiesta del deputati del M5S Prodani e Rizzetto di uno studio epidemiologico nel territorio interessato dalla centrale, il consigliere pidiessino ricorda poi che «in sede di Finanziaria regionale 2013, su proposta del consigliere del Pd Brussa, è stato finanziato, e a breve vi sarà la formalizzazione dell'incarico, all'Università di Udine uno studio epidemiologico sui tumori femminili nell'Isontino». Sul problema della riconversione della centrale interviene anche il capogruppo di Forza Italia in Provincia, Giuseppe Nicoli, alla luce della seduta della commissione ambiente, alla quale ha partecipato l'assessore Cernic e in cui sono stati sentiti i presidenti dei comitati Romana-Solvay e Rione Enel, Busatto e Bernardel. «Il territorio deve decidere se continuare a tenere una struttura impattante che produce energia - rileva Nicoli - e inquina da Fossalon a Doberdò, oppure puntare su attività turistiche, di logistica, industriali o altro». Nicoli aggiunge che «la sinistra che ha governato il territorio ha disatteso il protocollo firmato anni con Endesa per la metanizzazione della centrale, riconversione che il territorio si attendeva. Quale utile - chiede - ricavano Monfalcone e gli altri comuni dalla centrale?». Il capogruppo forzista attacca poi l'assessore Cernic e il sindaco di Monfalcone Altran, definendo demagogiche le affermazioni con cui hanno assicurato di vigilare affinchè nella centrale non vengano bruciati rifiuti e che le cose siano fatte nel rispetto delle regole.