«È stato un gesto di grande umanità»

di Edo Calligaris wROMANS «Non toccateci Vittorio, per nessun motivo al mondo. Non innescate delle inutili quanto gratuite polemiche, che mai potrebbero offuscare la gloria di questo nostro straordinario concittadino, leggendario ex pilota delle Frecce Tricolori e persona eccezionale, di cui tutti noi in paese andiamo particolarmente fieri ed orgogliosi, da almeno mezzo secolo». È stato questo uno dei tanti commenti raccolti di primo mattino ieri a Romans d'Isonzo, dopo aver appreso delle polemiche che si sono accese attorno la passaggio delle Frecce Tricolori, sabato pomeriggio sopra la chiesa del paese, nel momento in cui al suo interno venivano celebrate le esequie di Angiòlina Telò, moglie di Vittorio Cumin, uomo leggenda delle Frecce tricolori, che lo stesso ha comandato nel 1968 e 1969. Il passaggio delle Frecce su Romans è stato accolto da tutti in paese come un fulmine a ciel sereno, nessuno a quanto pare lo sapeva, nemmeno il sindaco Davide Furlan, che sentito il botto pensava a uno dei tanti passaggi aerei che si rinnovano nei nostri cieli, ma nessuno nemmeno prospettava in quel momento un passaggio radente della pattuglia acrobatica nazionale, tant'è che nel momento del transito degli aerei, i molti fedeli presenti in chiesa, inondata dal rumore, si sono guardati l'un l'altro col massimo dello stupore, chiedendosi cosa fosse stato quella sorta di improvviso boato, imputandolo in un primo momento alla sfrecciare o al sussulto di un mezzo pesante passato davanti alla chiesa. Solo dopo un po' tutti hanno capito che si era trattato del passaggio di un aereo militare, collegando l'insolita presenza ai gloriosi trascorsi dell'ex pilota locale Vittorio Cumin. Poi, alla fine del rito religioso, tutti fermi sul sagrato della chiesa a chiedersi se si era trattato proprio di aerei, quanti erano sfrecciati, da che parte erano giunti, verso dove si erano diretti e se la loro presenza era veramente legata alla cerimonia funebre della consorte di Vittorio Cumin. Ci è voluto del tempo e la testimonianza di diverse persone, vicine agli interessati e all'Arma aeronautica, per fare un quadro completo della situazione e apprendere che si era trattato del passaggio delle Frecce Tricolori in formazione completa, vale a dire 10 aerei. Il tutto reso forse un po' più difficoltoso dal desiderio di riservatezza mostrato per l'occasione dalla famiglia, che non aveva nemmeno annunciato pubblicamente la celebrazione delle esequie di Angiòlina a Romans. «È stato un gesto di grande umanità, di riconoscimento, gratitudine, solidarietà e vicinanza - si ritiene a Romans nei confronti di una persona che ha fatto la storia delle Frecce tricolori e non capiamo il perché si voglia fare a tutti i costi polemica se la formazione ha inteso salutare una persona cara e a loro vicina, allungando di qualche chilometro il percorso nell'ambito della prevista esercitazione per l'esibizione del giorno dopo a Chioggia». Qualcuno rincara pure la dose dicendo che «qualche politico va a fare la spesa con l'auto blu e tanto di scorta al seguito, passando spesso inosservato, mentre questi, che si rendono protagonisti di un bellissimo gesto, vengono subito additati e condannati». Un gesto, quello del passaggio delle Frecce Tricolori sui cieli di Romans, che è stato ampiamente apprezzato dall'intero paese, dove nessuno ne era al corrente e nessuno se l'aspettava, ma è stato fortemente gradito, tant'è che sabato pomeriggio al termine delle esequie, sono stati in molti a chiedere di rendere pubblico, attraverso le pagine di questo giornale, il passaggio della formazione al gran completo sul centro abitato di Romans. E qui i ricordi cominciano ad allungarsi e la storia di Romans si fonde con la storia delle Pattuglia acrobatica nazionale, sapendo che le Frecce Tricolori sono state fondate dal mitico Mario Squarcina, che guarda caso alla fine della Seconda guerra mondiale ha vissuto per alcuni anni a Romans, militando pure nella squadra calcistica locale, in cui ha giocato pure Vittorio Cumin, prima di passare alla Pro Gorizia in serie C. Un'amicizia, quella che legava Vittorio Cumin al compianto Mario Squarcina, che nel novembre 2008 è stata gradevolmente rievocata a Romans, nel corso di un Martedì d'Autore organizzato dal Circolo Acli Mario Fain e dal gruppo di ricerca I Scussons, in cui ospite d'onore è stato Vittorio Cumin, mentre era pure presente Marco Lant, allora comandante delle Frecce Tricolori. Una serata in cui sono state raccontate tante vicende inedite, che oltre a Squarcina e Cumin hanno interessato anche altri pionieri del volo acrobatico. Per l'occasione vennero pure rievocati dai presenti tra il pubblico, i passaggio radenti lungo via Latina a Romans, dell'aallora giovane pilota Vittorio Cumin, che nei primi anni Sessanta deviava spesso il percorso della sua esercitazione quotidiana e da Rivolto sorvolava Romans, richiamando in strada l'intero paese. Immagini certo d'altri tempi, ma difficili da dimenticare per i tanti che hanno ancora davanti agli occhi quel velivolo color argento, che prima volteggiava attorno al campanile per poi sfrecciare lungo con le ali in verticale lungo via Latina, dove abitava la sua famiglia. Era un gesto d'affetto di Vittorio verso la sua stessa famiglia ma pure nei confronti del paese, che in lui ha sempre tratto motivo d'orgoglio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA