Tonsille, quelle "sentinelle" di cui è meglio non privarsi

Praticata fin dall'antichità, la rimozione delle tonsille continua a essere tra gli interventi chirurgici eseguiti con maggior frequenza. Anche se, nel mondo occidentale, è molto diminuita nel corso degli ultimi decenni. Ma quando è effettivamente consigliabile ricorrere alla tonsillectomia? Secondo le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità l'intervento chirurgico è particolarmente indicato per i bambini con la sindrome dell'apnea ostruttiva, disturbo respiratorio che si manifesta durante il sonno e compromette un sano riposo. Dalla forma simile a una mandorla, le tonsille si trovano ai lati della gola. Più all'interno, nella parte superiore della faringe, si trovano le adenoidi (o tonsille faringee). Insieme costituiscono una barriera contro le infezioni delle prime vie aeree nei bambini fino alla pubertà. Sono organi formati da linfociti: le sentinelle del corpo capaci di riconoscere gli estranei e di innescare meccanismi di difesa producendo anticorpi. Se infiammate si ingrossano: la cosiddetta tonsillite, che si manifesta di solito con febbre e mal di gola e rende più difficoltoso deglutire. «Nell'età in cui si costruisce il proprio bagaglio immunologico e ogni giorno si ha a che fare con potenziali agenti infettanti, è naturale che si infiammino più spesso e ingrossandosi ostruiscono le vie aree superiori» spiega Giorgio Longo, medico dell'Ospedale Burlo Garofolo di Trieste. «Fino a pochi decenni fa bastava che il bambino presentasse frequenti tonsillite o respirasse a bocca aperta per procedere alla rimozione di tonsille e/o adenoidi. Oggi invece si ricorre molto meno frequentemente a questo intervento. È maturata infatti la consapevolezza di dover agire seguendo una medicina basata sulle evidenze e, alla prova dei fatti, la tonsillectomia trova oggi la sua principale indicazione non più nelle troppo frequenti malattie febbrili, ma nei disturbi respiratori nel sonno, quando il russamento è intervallato da frequenti e persistenti apnee: interruzioni del respiro. In alcuni bambini l'ipertrofia adeno-tonsillare può essere così marcata da causare di fatto una vera è propria ostruzione meccanica delle vie respiratorie. Questo comporta che il sonno sia più volte interrotto con evidenti ricadute negative, prima fra tutte, un'inevitabile stanchezza diurna che il bambino mostra già al risveglio». Secondo uno studio condotto al Children Hospital and Research Center in California, asportare tonsille e adenoidi contribuirebbe a ridurre i sintomi dell'asma. «Ma anche fosse – ribadisce Longo – per il momento terrei ben ferme le mani...». Simona Regina