Un principe triestino "sfama" le star di Londra

di Viviana Attard wLONDRA Atmosfera elegante e ricercata, dodici chef di livello internazionale ("rubati" ai più famosi ristoranti del settore quali Nobu o Zuma) e, come vicino, il tempio consumistico più amato e odiato al mondo, Harrods. Stiamo parlando di Nozomi, il ristorante che Max, secondogenito dei principi della Torre e Tasso, da sette anni ha inaugurato e gestisce assieme ad alcuni soci-amici. Nozomi, nella lingua del Sol Levante, ha vari significati. Uno fra i tanti, è quello di essere associato a "speranza/desiderio". E, a quanto pare, tale connubio deve portare fortuna. Sono molti i vip, nostrani ed internazionali, che lo prediligono come meta quando, giunti in città provenienti da qualsiasi parte del globo, vogliono soddisfare le proprie voglie culinarie. Rihanna, la celebre cantante pop statunitense, ci ha addirittura festeggiato il suo 24esimo compleanno con tanto di palloncini colorati e torta alla frutta. Non è nemmeno raro trovare i giocatori del Chelsea ed il loro tecnico, l'italico Di Matteo , o i rugbisti della nazionale, Castrogiovanni e Ongaro, habitué nel post "Sei Nazioni" (il più importante torneo internazionale). A chi preferisse la politica estera alle star del pallone, infine, potrebbe capitare di avere come vicino di tavolo l'ex presidente Musharaff o l'ex primo ministro greco (negli ultimi tempi, a detta del principe, sembra aver diradato le visite). Celebrità diverse, ma che a quanto pare, scelgono di venire - e tornare - da Nozomi per lo stesso motivo. Non solo il cibo (che comunque la fa da padrone) ma per la "unique dining experience" che, tradotta liberamente, starebbe a significare "l'unicità del servizio di ristorazione". A spiegare il segreto di tale successo è lo stesso Max della Torre e Tasso che all'interno della società cura anche l'anima comunicativa e l'immagine. «La nostra clientela è variegata, comunque nella fascia medio alta considerato che i prezzi si aggirano su 70 pound a persona (circa 80 euro). Durante il giorno, però, abbiamo molta gente che lavora nel circondario grazie al nostro servizio a domicilio. Ovviamente, anche questo ha lo stile Nozomi per cui la cura del dettaglio e la qualità non vengono trascurate». Max continua: «È questo che ci contraddistingue, un'attenzione al cliente ed un servizio impeccabile oltre al fatto che, da noi, anche i vip si sentono a casa e possono godersi la cena tranquillamente». Come Rihanna, ad esempio? «Quando è a Londra viene spesso. Ha anche festeggiato il suo compleanno. Proprio perché qui ci si sente al sicuro - soprattutto dai paparazzi (che noi non chiamiamo mai) i vip ci prediligono. Una volta il dj, non sapendo chi stesse per arrivare, ha messo un suo singolo appena lanciato in radio proprio nel momento in cui ha varcato la soglia. Tra lo stupore suo, del dj e di tutta la sala. È stata una sorta di sorpresa non programmata. Per tutti». A decretare il successo del locale, per il principe, è stata «innanzitutto la novità. Fino a sette anni fa non c'era nessuno che avesse la formula "cena e dj set" e, a tutt'oggi, siamo tra i pochi. Per non dire gli unici. A ciò si aggiunge il cibo giapponese che rimane tutt'ora di tendenza e l'atmosfera familiare. Abbiamo un sacco di habitué. Ci prendiamo cura di loro, li coccoliamo. Inoltre, quattro volte l'anno, facciamo una festa la domenica pomeriggio in cui invitiamo tutti i nostri clienti più affezionati e offriamo loro il pranzo, per ringraziarli». Come mai un ristorante del genere a Londra e non in Italia, ad esempio? «Per il concetto e la tipologia di clienti - risponde Max - non so se la riuscita sarebbe stata uguale. Inoltre, sebbene ami Trieste, da tempo la mia casa è Londra. Sono andato via per frequentare il collegio a quattordici anni, poi sono arrivato in Inghilterra per l'Università (l'Ebs – European Businness School) e, infine, ci sono rimasto». Un ritorno a Trieste? Magari aprendo qualche attività in parallelo al Castello? «Per quanto riguarda il Castello, mia madre se ne occupa già egregiamente e non ha certo bisogno del mio aiuto. E, parlando di attività, non saprei cosa fare. Ormai la mia vita è a Londra. Ovviamente tornare a casa è sempre bello: il sole, il mare, la mia famiglia. Ogni volta che sono a casa (soprattutto in estate) non manco mai di andare a Sistiana, al Cantera o a cenare alla Dama Bianca». Ma c'è qualcosa che il principe cambierebbe, a Trieste: «Manca ancora una promozione turistica integrata. E la volontà, da parte di tutti gli enti coinvolti, di fare fronte comune. Ad esempio, mio padre, già in passato aveva tentato di proporre diverse attività ma burocrazia ed altro hanno bloccato sempre tutto. Forse, fosse stato diverso, sarei potuto rimanere». Progetti per il futuro? «Ce ne sono molti. Per quanto riguarda Nozomi, dopo le aperture estive di Monaco, Montecarlo e Cipro, stiamo procedendo con quelle di Beirut e Rihad. Ovviamente ci piacerebbe aprirne altri. Inoltre, sempre con alcuni soci, ho creato una società di consulenza e marketing nell'ambito della ristorazione. La gente viene da noi con un capitale e, a seconda delle esigenze, lo guidiamo sia nella scelta del personale che nello studio di mercato, per centrare la clientela giusta. Infine, proseguo la mia attività con il Clubhaus80, che organizza feste anni '80 in tutta Europa. Io mi occupo della parte di Londra e Saint Tropez mentre alcuni soci/amici ne seguono l'organizzazione a Milano». ©RIPRODUZIONE RISERVATA