Quelle verità di Magris che sono più bizzarre di tante ardite finzioni

di Sergio Buonadonna Mantova sfida la crisi. Gli alberghi sono pieni, agriturismo e bed and breakfast altrettanto, per invogliare i giovani nasce un mega-campeggio da cinque ero al dì, ma la sedicesima edizione di Festivaletteratura che si apre oggi per concludersi domenica con Edgar Morin, allinea una sfilata d'autori impressionante per ampiezza, presenza internazionale, qualità e impegno sui molti scenari di questo meeting 2012. Il tema è idee e memoria contro la crisi, non solo economica. E infatti convivranno il cinquecentenario de l'Orlando Furioso e i duecento anni delle favole dei Grimm, l'eredità storica del Novecento e la lettura della contemporaneità dalla psicologia alla sociologia, da Recalcati a Zygmun Bauman, il teorico della società liquida e individualizzata che sabato sarà il protagonista. Al centro della kermesse d'autore rimangono comunque gli appassionanti contributi di scrittori di oggi che da Magris a Toni Morrison, da Englander ad Anita Nair raccontano le facce ora ironiche ora inqueitanti del mondo attuale, per finire con la celebrazione della poesia: il Nobel Seamus Heaney, l'indimenticata Wyslowa Szymborska qui letta e interpretata da Licia Maglietta fino ai nostri poeti, in prima linea il friulano Pierluigi Cappello. Questo in estrema sintesi ma il dettaglio è ricchissimo. Proviamo a raccontarne almeno i nomi e gli incontri più significativi che coincidono anche con l'uscita in Italia di romanzi e saggi. Come spesso accade spicca l'identità ebraica nelle culture sia americana che israeliana. Englander porta la freschezza e la ricchezza tematica dei suoi 42 anni con "Di cosa parliamo quando parliamo di Anne Frank" (Einaudi), volume di racconti che ne fotogarfa lo stato di grazia. Eskhol Nevo arriva da Gerusalemme con "Neuland" (Neri Pozza), il romanzo che lo sta collacando a fianco dei grandi di quella letteratura. Nevo indaga il significato dell'essere israeliani, il passato, la psicologia e la cifra culturale di una nazione, le identità che essa crea e svela il capitolo mai sufficientemente approfondito dell'idea sionista di fondare lo stato di Israele in un pezzo d'Argentina. Completano la squadra Shalom Auslander, Etgar Keret e il marciatore Shaul Ladany che racconterà la sua vita straordinaria e la drammatica esperienza di Monaco '72. Attesissima Toni Morrison col suo nuovo libro "A casa" (Frassinelli) in cui prosegue il suo ininterrotto discorso con le discriminazioni, la storia e la cultura dei neri d'America. Altro scenario ma stesso clima persecutorio qui tessuto di ironia con la canadese Miriam Toews che giunge con un libro di cui si dice un gran bene Mi chiamo Irma Voth (Marcos y Marcos). Spostiamoci in Europa aprendo l'inesauribile valigia della letteratura ungherese con Péter Nádas a Mantova con "Libro di memorie" (Dalai). Datata 1986 e salvata dalla dittatura di Kadar, l'opera rivela a detta dei critici americani che meglio lo conoscono un autore assimilabile a Proust e Joyce, una carta d'identità molto impegnativa per Nádas non a caso proposto per il Nobel. Spiccano poi i nomi di Jón Kalman Stefánson, islandese che sta vivendo in Italia una stagione di successo e presenterà prprio oggi "La tristezza degli angeli" (Iperborea), Pablo d'Ors, spagnolo paradossale, Jan Douwe van der Ploeg, l'olandese che racconta l'agricoltura contadina. Arricchiscono le partecipazioni straniere Alberto Mangel, David Lodge, Stephen Greenblatt, il professore di Harvard autore de "Il manoscritto" (Rizzoli), in cui ricostruisce la riscoperta del "De Rerum Natura" di Lucrezio da parte dell'umanista Poggio Bracciolini. Era il XV sceolo e segnò una svolta per la cultura europea e per il Rinascimento. Dagli altri continenti due nomi su tutti: Anita Nair, la scrittrice indiana di "Cuccette per signora" che si concede una pausa noir con il divertente La ferocia nel cuore (Guanda) in cui per esplorare il mondo della detective e della spy story ha dovuto studiare Ian Rankin, Michael Rebotham e Daniel Pennac, e Ngugi Wa Thiongo, poeta, scrittore e drammaturgto kenyota ctra i principali esponenti della letteratura africana. Naturalmente l'elenco degli ospiti stranieri non finisce qui ma conta sottolineare anche l'arrivo di Joe R. Lansdale. Il maestro del thrilling sarà protagonista del primo dei tre appuntamenti che potranno essere seguiti in streaming live o on demand su telecomitalia.com. (domani in piazza Castello alle 18,30); lo segue alle 21,30 il cantante e cineasta Luciano Ligabue mentre venerdì alle 16 sarà la volta di Claudio Magris. Il grande scrittore triestino offre un tema impegnativo e carico di interrogativi: "La verità è più bizzarra della finzione". A fianco di Magris a rappresentare le Lettere italiane, il grande vecchio Raffaele La Capria cui fanno corona Marcello Fois, fresco di buoni piazzamenti allo Strega e al Campiello, Niccolò Ammaniti, Fulvio Ervas, Melania Mazzucco, Michela Murgia, Laura Pariani, Francesco Piccolo, Piersandro Pallavicini, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Marco Malvaldi, Giuseppe Barbera - il professore di agraria palermitano distintosi con i suoi libri che valorizzano la storia delle colture e delle piante, nonché fresco assessore alla vivibilità della giunta Orlando - Simonetta Agnello Hornby e Giorgio Vasta. Questi ultimi ci introducono all'Orlando Furioso, ché – come al solito – gli organizzatori di Festivaletteratura non lasciano niente al caso e alla celebrazione fine a se stessa. Il poema ariostecso rivivrà nelle sale di Palazzo Te attraverso le voci di quaranta scrittori. Dai tre siciliani appena citati all'insospettabile Gherardo Colombo, da Stefano Benni e Maurizio Maggiani a Diego Marani e Melania Mazzucco, da Mimmo Cuticchio, famoso puparo, a Laura Pariani, dovranno raccontare il proprio Orlando aggirandosi con il pubblico tra le stanze del poema. Un meccanismo simile accompagnerà il ritorno della favola: insomma non solo Grimm tanto per dire ma Grimm da far rinascere con proprie favole, con ancora Colombo, Nicola Gardini, Luca Scarlini e altri. Di non minore importanza l'Archivio quest'anno dedicato acon testimonianze, documenti, scritti e filmati ad Anna Politkovskaja e Tiziano Terzani, cui daranno voce Ottavia Piccolo e Rita Marcotulli. Infine da non dimenticare gli appuntamenti con Pasolini, la cui "Rabbia" sarà rievocata dallo studioso giordano Mahmoud Jaran che ebbe modo di conoscerlo durante i suoi anni di insegnamento all'Università di Udine; con il grande cinema raccontato da Natalia Aspesi e Concita De Gregorio e con il rock che avrà un testimone veramente d'eccezione, Joe Boyd, il produttore che lanciò i Pink Floyd. ©RIPRODUZIONE RISERVATA