Donna in Costiera, è tentato omicidio

Saranno definiti entro qualche giorno i risultati dell'autopsia virtuale sul corpo di Wolfang Maschin (foto), 42 anni, il "mago" degli effetti speciali trovato cadavere il 2 maggio scorso nel tratto di mare tra Miramare e Grignano. L'esame della Tac - disposto dal pm Lucia Baldovin - è stato effettuato la scorsa settimana dal medico legale Fulvio Costantinides e dal radiologo Fabio Cavalli. Quest'ultimo sta ultimando la scansione delle foto che saranno rielaborate tenendo conto dei rapporti antropometrici, dei punti d'attacco dei muscoli facciali e dei loro spessori. Ne dovrebbe emergere un'immagine realistica della fisionomia. Immagine che verrà confrontata con quella del passaporto. In seguito verrà effettuata anche l'autopsia tradizionale che consentirà di verificare gli elementi evidenziati dalla Tac. La morte, ha ipotizzato il medico legale Fulvio Costantinides, sarebbe stata provocata da annegamento. (c.b.) di Corrado Barbacini wTRIESTE L'aggressore l'ha rincorsa lungo il sentiero che dalla Costiera porta ad Aurisina. Poi le ha messo un filo di ferro al collo oppure forse l'ha colpita con un coltello. La donna ha cercato di liberarsi, ma il taglio profondo le ha in pochi istanti tolto il respiro facendola rovinare a terra in fin di vita. È questa la ricostruzione ipotetica degli investigatori della Squadra mobile e del commissariato di Sistiana su quanto accaduto mercoledì pomeriggio lungo il sentiero all'altezza di Canovella degli Zoppoli. La vittima dell'aggressione si chiama Sabine Pollanz, 44 anni, austriaca, residente a Villaco. È una esperta di risorse umane dipendente dell'ospedale di Villaco. Mercoledì pomeriggio mentre era inseguita, lei ha tentato disperatamente di risalire lungo la scalinata per arrivare fino alla sua Golf nera, che la polizia ha poi trovato parcheggiata alla fine del sentiero dei Pescatori. «Stiamo effettuando tutte le verifiche», ha dichiarato prudentemente il procuratore capo Michele Dalla Costa. Infatti, per capire esattamente cos'è accaduto, sarà necessario interrogare la donna che si trova ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Cattinara. È stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico ma le sue condizioni rimangono gravi. Il coltello, o più verosimilmente il filo di ferro stretto come fosse un cappio, le ha causato un profondo taglio al collo che le ha spaccato addirittura l'osso ioide. Secondo la polizia lei si è difesa con una mano. Lo testimonia la ferita alla mano: un profondo taglio. Non può parlare. Perché il fendente al collo le avrebbe compromesso anche le corde vocali. A testimonianza di quello che è accaduto in pieno giorno, in un luogo non certo deserto o isolato, rimangono due chiazze di sangue che hanno macchiato i gradoni di pietra del sentiero a circa trenta metri in linea d'aria dalla Costiera. L'altro pomeriggio gli investigatori hanno isolato la zona con i nastri di nylon bianchi e rossi. Ma le chiazze di sangue sono fin troppo evidenti. Sabine dopo l'aggressione e con un filo d'aria nei polmoni che si stavano riempiendo di sangue è riuscita a percorrere quei trenta metri fino alla Costiera. E lì ha chiesto aiuto. Le indagini coordinate dal pm Maddalena Chergia puntano all'aggressore. È solo il racconto dell'austriaca consentirà nei prossimi giorni di avere qualche elemento in più. Per i poliziotti la prima fase delle indagini è stata molto complessa. Infatti la donna trovata sanguinante non aveva documenti in tasca, ma solo un paio di chiavi di un'automobile, una Volkswagen. Così già mercoledì in serata scorso è scattata la ricerca dell'auto, una Golf nera, trovata appunto nel parcheggio del sentiero dei Pescatori. Buio fitto su dove era alloggiata a Trieste. ©RIPRODUZIONE RISERVATA