L'esordio triestino di Omar Lodesani il nuovo responsabile per il Triveneto

A seguire la firma dell'accordo triestino è giunto ieri da Padova Omar Lodesani, da poco più di un mese responsabile della direzione Nordest (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige) e uno degli 8 responsabili regionali in Italia per Intesa Sanpaolo. Ha operato in Russia e in Ucraina, recentemente in Egitto. Conosce bene le situazioni economiche dell'Est europeo, soprattutto in Croazia, Slovacchia, Serbia. «Le banche fungono spesso da apripista per attività industriali - osserva Lodesani - come accadde in Serbia dove nel 2005 arrivò prima Intesa, poi s'insediò la Fiat». Per questo l'intesa bancaria internazionale italo-slovena, per quanto di dimensioni ridotte, ha interessato il manager. «Penso che il Triveneto - ha commentato Lodesani - sia attualmente l'area più interessante del Paese, per la notevole intensità industriale». Secondo il dirigente di Intesa Sanpaolo, l'attuale crisi è di natura sistemica e va affrontata a livello di sistema da tutti gli attori istituzionali, economici, sociali. (magr) di Massimo Greco wTRIESTE Chi avrebbe mai pensato che residenti sloveni a Nova Gorica cercassero casa a Gorizia? Eppure accade, pare con crescente frequenza. Tant'è che uno dei maggiori gruppi bancari italiani, Intesa Sanpaolo, ha pensato di coordinare l'azione di due controllate, la Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia e Banka Koper, per intercettare richieste ed esigenze della clientela "crossborder", a cavallo del confine. L'esempio "immobiliare" d'apertura è solo uno dei numerosi casi in cui gli interessi economici italo-sloveni, per dialogare, hanno ancora bisogno di "mediatori". I rapporti commerciali, per carità, sono molto buoni: a giugno 2011 l'interscambio raggiungeva i 3,3 miliardi di euro (2 di export italiani, 1,3 di export sloveno) a base di metallurgia, meccanica, mobili, legno, rifiuti da smaltire. L'Italia è secondo partner commerciale dopo la Germania, nella classifica nazionale il Friuli Venezia Giulia è al terzo posto, dopo Lombardia e Veneto, con circa 460 milioni di euro. Ma l'obiettivo di Intesa Sanpaolo, dichiarato ieri a Trieste, è più ambizioso: passare dall'interscambio all'integrazione. Esempi? Un imprenditore italiano o uno sloveno abbisogna di alleati, di terreni per insediamenti, di informazioni tecniche (fiscalità, ecc.): bene, 4 filiali Cassa di rispamio Fvg (2 a Trieste, 2 a Gorizia) e 8 filiali Banka Koper (Capodistria, Isola, Pirano, Sesana, Postumia, Villa del Nevoso, Nova Gorica, Lubiana), con adeguato personale bilingue, sono a disposizione per favorire contatti e operazioni. Imprese, si si diceva, ma anche famiglie: verranno praticate condizioni particolari su mutui, spese di conto corrente, tassi, canoni. A spiegare questo accordo "in famiglia" tra istituti inseriti nello stesso gruppo (ma le modalità collaborative non sono così scontate) nella storica sede triestina di via Mazzini i vertici delle due banche: il presidente Morandini e il direttore generale Marson per Carifvg, il presidente Miranda e il consigliere Henjak per l'interlocutrice capodistriana. Un'occhiata, infine, ai numeri delle due protagoniste. Cassa di rispamio del Friuli Venezia Giulia, fusione della Cassa udinese e di quella goriziana, lavora con 147 filiali complessive sul territorio regionale, con un portafoglio di oltre 210 mila clienti, di cui poco meno di 20 mila sono aziende. Banka Koper fa parte dal 2002 del gruppo Intesa Sanpaolo (97,5%), è per importanza l'ottavo istituto sloveno con asset per 2,3 miliardi di euro , copre prevalentemente l'area costiera e carsica con 55 filiali al servizio di circa 170 mila clienti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA