Area, mappatore stellare in partenza sullo shuttle

di Matteo Unterweger Quella che dovrebbe essere l'ultima missione dello shuttle Endeavour porterà nello spazio anche uno spicchio di Trieste. La spedizione in partenza il prossimo 19 aprile da Cape Canaveral (Florida, Stati Uniti), data programmata per il lancio, infatti è chiamata a trasportare sulla Stazione spaziale internazionale l'Ams-02 (Alpha magnetic spectrometer), strumento attraverso il quale gli scienziati mirano ad osservare l'antimateria, la materia oscura e la materia "strana". Proprio una delle componenti tecnologiche dell'apparecchiatura è stata realizzata all'interno del comprensorio di Area Science Park a Padriciano. Si tratta di un mappatore stellare, della cui creazione si è occupato precisamente lo staff del Centro di ottica spaziale Carso. «Questa versione di Ams-02, aggiornata, rimarrà sulla Stazione spaziale per tre anni. L'esperimento - spiega il direttore tecnico di Carso, l'ingegner Paolo Trampus - è frutto di una collaborazione internazionale fra vari Stati, dal Giappone alla Cina, dalla Corea ai Paesi dell'Europa. Noi, nello specifico, abbiamo realizzato il mappatore stellare». Uno strumento «che permette di orientarsi nello spazio - prosegue Trampus -. È un sistema basato su due telecamere e un'unità di processo che riceve le immagini. Le camere sono due perché a volte il campo visivo di una può risultare ostruito. Questa soluzione consente di massimizzare il tempo a disposizione. Le apparecchiature sono molto sensibili, devono infatti vedere stelle abbastanza deboli». Per costruire il mappatore il centro Carso si è avvalso della collaborazione delle sezioni dell'Infn di Roma e di Perugia e dell'Università La Sapienza di Roma. Lo strumento «serve per misurare la direzione di puntamento del silicon tracker - prosegue Trampus -, che acquisisce particelle ad alta energia. In corrispondenza di questi eventi, ci permette di derivare la direzione da cui provengono. In questi tre anni, cioè, consentirà, in base allo studio delle geometrie, di arrivare alla sorgente stellare delle particelle». Ams-02 è stato per gran parte realizzato dall'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), dall'Agenzia spaziale italiana (Asi) e da alcune industrie italiane. I progettisti si sono ispirati ai rivelatori di particelle come quelli del Cern di Ginevra o dei laboratori dell'Infn di Frascati. Quasi tutti i principali componenti di Ams-02 sono "made in Italy", costruiti in Italia: un rivelatore di radiazioni di transizione, un sistema di misura di tempo di volo, un magnete superconduttore, contatori di anticoincidenza, un sistema di rivelazione ad anelli di Cherenkov, un calorimetro elettromagnetico e un sistema tracciante a otto strati basato su rivelatori al silicio. Ed è proprio a creare quest'ultimo sistema, il più grande e sofisticato mai realizzato nello spazio, che ha contribuito il Centro Carso. Lì gli esperti hanno realizzato il tracciatore stellare basato su due camere per la determinazione della direzione di osservazione del tracker. Il macchinario determina infatti l'orientamento nello spazio del modulo su cui è piazzato. La missione (pianificata come ultimo volo dello space shuttle) vedrà la partecipazione dell'astronauta italiano Roberto Vittori. ©RIPRODUZIONE RISERVATA