Cancro al seno, esami più precisi

Ha mosso i primi passi nel 1996, ma la sua conclusione è giunta in questi giorni. È triestino il primo studio mondiale su tumori della mammella realizzato con luce di sincrotrone. Ha seguito e diagnosticato 49 casi dubbi di cancro del seno su altrettante donne cui una prima indagine mammografica aveva dato risposta incerta (causa seno denso, per esempio), dimostrandosi particolarmente efficace nella diagnosi dei casi veri negativi, riducendo quindi le biopsie diagnostiche. La ricerca viene dal lavoro congiunto degli enti triestini Sincrotrone Scpa, Università, Azienda Ospedaliero Universitaria, assieme alla sezione dell'Istituto nazionale di fisica nucleare e ha beneficiato di un consistente finanziamento della Fondazione CRTrieste. La prima fase della ricerca è iniziata nel 1996, con l'obiettivo di mettere a punto tutta la procedura su campioni in vitro. «Lavoravamo con "fantocci mammografici"», spiega Edoardo Castelli, responsabile del progetto per l'Università, «cioè con campioni di plexiglas contenenti dettagli di diversa densità che simulavano noduli e microcalcificazioni». Dopo le autorizzazioni del comitato scientifico della Sincrotrone, del comitato etico dell'Azienda e con l'imprimatur del Ministero della Salute, è iniziata la fase in vivo. «Abbiamo selezionato 49 pazienti con diagnosi dubbia - spiega Castelli - e grazie al cosiddetto contrasto di fase messo in luce durante la sperimentazione in vitro, abbiamo ottenuto immagini più nitide, soprattutto nei contorni dei dettagli, con maggiori informazioni di tipo diagnostico». Le pazienti sono state esaminate dal 2006 al 2007 da medici dell'Istituto di Radiologia di Cattinara, in equipe con i fisici, ma i risultati si sono avuti solo ora perché bisognava seguire nel tempo lo sviluppo delle lesioni sospette. La tecnica, dicono gli esperti, è efficace soprattutto nei casi di falsi positivi, quando gli esami tradizionali includono tra i malati anche chi non lo è. L'investimento a oggi è stato di oltre 2,5 milioni di euro. Le pazienti, però, sono state seguite gratuitamente. Cristina Serra