Multa le auto dei fedeli in sosta vietata a San Giusto Vigilessa punita dal Comune, ma il giudice la scagiona

di CLAUDIO ERNÈ


Il Comune di Trieste, la Curia vescovile, il Tribunale del lavoro e una tenente dei Vigili urbani, "punita" ingiustamente a livello disciplinare dall'amministrazione cittadina.
Sono questi gli elementi di una vicenda affrontata e risolta dal giudice del lavoro Silvia Rigon che con la sua sentenza ha "cancellato" la sanzione inflitta all'ufficiale dei vigili urbani. Il Comune non poteva punirla, perché Anna Penta, questo il nome della protagonista, suo malgrado, della vicenda, ha agito nel pieno rispetto degli ordini ricevuti che prevedevano il coordinamento delle pattuglie di vigili in servizio il 24 aprile 2008 nel piazzale antistante la Cattedrale di San Giusto.
All'interno della Basilica l'allora vescovo di Trieste Eugenio Ravignani aveva deciso di salutare pubblicamente i fedeli. Il presule stava infatti per lasciare la carica dopo undici anni di apostolato e alla cerimonia - non era difficile capirlo - avrebbero preso parte le autorità politiche, istituzionali e religiose non solo della città, oltre a tanti fedeli. Da qui l'ordine del Comune al Comando dei vigili urbani di predisporre quanto necessario a regolare l'afflusso dei veicoli, lasciando sgombro per ovvi motivi, il piazzale antistante San Giusto.
Tutto era andato per il meglio. Le navate erano gremite: nei primi banchi il sindaco di Trieste e quelli dei Comuni "minori", la presidente della Provincia, l'allora sottosegretario agli Interni Ettore Rosato. E poi i cavalieri del Santo Sepolcro e alcuni triestini a cui il Governo pontificio aveva conferito importanti onorificenze.
Tutto era andato secondo il "copione" desiderato, tant'è che un paio di giorni più tardi al sindaco era stata recapitata una lettera della Curia vescovile in cui, oltre a ringraziare l'amministrazione per la gestione perfetta dell'avvenimento religioso istituzionale - piazzale compreso - veniva velatamente criticato quanto era accaduto nello stesso pomeriggio del 24 aprile in via della Cattedrale. Lì una decina di automobili dei fedeli erano state "multate" dai vigili perché erano posteggiate nonostante la segnaletica attestasse il "divieto di sosta".
Cosa sia accaduto in Municipio tra il sindaco e il Comando dei vigili, non si sa. Certo è che pochi giorni più tardi la tenente era stata punita "con un rimprovero scritto". Lei non aveva gradito; si era ritenuta ingiustamente penalizzata perché aveva rispettato in pieno la "consegna" di verificare che il piazzale fosse tenuto sgombro. Nessuno aveva ordinato di «non multare» le auto dei fedeli, né avrebbe potuto farlo, perché la legge è legge e anche di questi tempi è uguale per tutti.
Anna Penta si è rivolta all'avvocato William Crivellari che al termine di una lunga procedura amministrativa risultata vana, ha attivato il Tribunale del lavoro. In tre udienze il giudice Silva Rigon ha ascoltato testimoni, ha esaminato carte, ordini di servizio, memorie, tra cui quella dell'avvocatura comunale. Poi la sentenza. Non solo il Comune dovrà cancellare la sanzione ma dovrà anche pagare oltre alle proprie, anche le spese legali sostenute dalla controparte: 1800 euro.
Va aggiunto che dal momento in cui si è avviato il contenzioso alla tenente è stato revocato l'incarico di occuparsi dell'insegnamento del Codice stradale alle scolaresche ed è stata cambiata la sua sede di lavoro. Alla richiesta di spiegazioni il Comando ha risposto: «normali avvicendamenti nell'ambito del Corpo dei vigili urbani».
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