Collegio del Mondo Unito, la "guerra" dei Bussani per il cda

TRIESTE«Lino Calcina, Luciano Bussani e Mauro Bussani sono stati designati componenti del cda del Collegio del Mondo Unito di Duino». Due Bussani? Macché. La fredda nota del Consiglio regionale non contiene il terzo, l'escluso: Mario Bussani. Perché Luciano e Mauro ce l'hanno fatta, mentre Mario no: troppi Bussani per nominarli tutti.
Sembra una vicenda da capitolo amarcord delle figurine Panini. Tra gli anni Trenta e Cinquanta giocarono in serie A cinque fratelli Sentimenti: Ennio, Arnaldo, Vittorio, Lucidio e Primo. Per distinguerli si usava il numero romano: il più famoso fu Sentimenti IV, detto "Cochi", portiere di Modena, Juventus, Lazio e Vicenza. Tirava anche i rigori. Sentimenti del terzo millennio, Bussani Luciano, Bussani Mario e Bussani Mauro vengono indicati per il cda del Mondo Unito. Poltrona a gettone zero ma la politica ha comunque i suoi posti da coprire. L'Udc candida Luciano, ex dirigente dell'Ufficio scolastico regionale che abita tra l'altro a Duino, il Pd (Bruno Zvech) fa il nome di Mauro, docente di Diritto comparato all'Università di Trieste, e la Lega Nord, su proposta di Federico Razzini, spinge per Mario, zaratino, presidente della Federazione italiana maricoltori, vigile urbano con incarichi speciali a Trieste, consigliere provinciale del Carroccio durante la presidenza Scoccimarro, padre di Diadora, la prima donna a chiedere di entrare nella Marina militare. Sono tre i posti a disposizione della Regione nel Collegio. In corsa con i Bussani ci sono pure Lino Calcina, imprenditore nel settore ecologia indicato da Maurizio Bucci (Pdl), e Raffaella Sgubin (proposta da Rc), direttore dei musei provinciali di Gorizia. L'aula vota e Calcina incassa 20 preferenze, Luciano Bussani ne conta 19, Mauro Bussani 13, la Sgubin 6. E Mario? Mario ne prende 9, non bastano. È lui lo sconfitto nella guerra dei Bussani.
Un'imboscata politica? Un errore? «Lo escludo», dice Daniele Galasso. «Ci siamo tutti premurati di informarci», aggiunge Edoardo Sasco. Il capogruppo centrista ammette però di avere avuto qualche dubbio: «Vista la proliferazione di Bussani stavo sbagliando, ma ho cambiato scheda in tempo». E allora cosa è successo? Perché ce l'ha fatta Luciano, il Bussani dell'Udc, e perfino Mauro, il Bussani del Pd, e non Mario, il Bussani della Lega? «Perché il meccanismo è stato quello del voto limitato - spiega il capogruppo di Rc Igor Kocijancic -. Con due soli nomi da poter segnalare, l'opposizione riesce a impedire alla maggioranza di fare man bassa».
La curiosità, l'ennesima, della storia dei Bussani è la possibile parentela tra gli eletti e l'escluso. Per la certezza andrebbe ricostruito l'albero genealogico. Perché i Bussani a Trieste sono di due ceppi. Il primo, il più numeroso, deriva dai Busan di Capodistria. Il secondo dai Bussanich di Lussinpiccolo che, dopo la seconda guerra mondiale, emigrarono quasi tutti direzione Monfalcone.(m.b.)