Nella città dei clandestini gli stranieri sono una rarità

di FRANCESCO FAIN


GRADISCA Ma a Gradisca d'Isonzo, quanti stranieri ci sono, al di là di quelli che sono ospitati al Cie o al Cara? Si sono integrati? La città della Fortezza offre opportunità per tutta questa gente che desidera ricostruirsi una vita?
Una risposta arriva dall'ultimo "Piano territoriale sull'immigrazione" redatto dalla Provincia di Gorizia. Le statistiche disponibili sono davvero molto interessanti e disegnano un quadro assolutamente realistico del pianeta-stranieri nell'Isontino e nel Gradiscano in particolare.
I NUMERI.Al primo gennaio 2010 (è l'ultimo dato disponibili nelreport della Provincia) risultavano essere iscritti all'ufficio Anagrafe comunale 285 cittadini non italiani su un totale di 6.673 residenti. Pertanto, la popolazione straniera incide per il 4,3 per cento del totale che è una percentuale nemmeno molto alta se consideriamo che nell'intero isontino i non italiani sono il 7,4 per cento: 10mila 486 su un totale complessivo di 142mila 617 residenti.
Sempre restando a Gradisca, 60 stranieri sono minorenni mentre le famiglie con il capofamiglia non nato in Italia sono complessivamente 112: da ricordare che un anno prima era 87 e 24 mesi prima 80. Pertanto, il progresso è stato davvero imperioso. Anche la distribuzione fra maschi e femmine è equa: 49,5% contro 50,5%.
L'INTEGRAZIONE.Come ricordato più volte, il nome di Gradisca d'Isonzo, il più delle volte, viene affiancato al Cie, il Centro di identificazione ed espulsione. Ed è un'«associazione» che non fa molto piacere al sindaco Franco Tommasini: vorrebbe, infatti, che Gradisca fosse ricordata per altri "meriti".
Pertanto, risulta essere alquanto limitativo parlare di Gradisca d'Isonzo soltanto in questi termini perché la città della Fortezza è anche luogo di integrazione, dove gli stranieri sono parte integrante della popolazione, collaborano, lavorano, contribuiscono alla crescita. Gradisca, come Cormòns e come il resto dell'Isontino, sta diventando sempre più multietnica. Ad evidenziarlo è il «Piano territoriale dell'immigrazione» redatto dalla Provincia: un documento di 13 pagina che contiene una serie di statistiche molto interessanti per inquadrare il fenomeno-immigrazione.
LE PERCENTUALI.Andiamo con ordine. Secondo la documentazione provinciale, a Gradisca d'Isonzo risiedono oggi 248 stranieri: l'incidenza è pari al 3,8% sull'intera popolazione. In altre parole, quasi 4 abitanti su 100 non hanno origini italiane. Va detto subito che siamo ben al di sotto alla media provinciale che si attesta sul 6,8% con un 7,8% nei paesi che compongono l'Ambito alto Isontino e il 5,8 del distretto basso Isontino. Ma quel che conta è la progressione perché se ci guardiamo indietro Gradisca ha guadagnato residenti stranieri anno dopo anno. Nel 2005 ce n'erano 215, l'anno successivo sono passati a 223, nel 2007 sono diventati 231, nel 2008 248 sino al dato odierno inserito nel «Piano territoriale dell'immigrazione» che parla di 285 cittadini stranieri con un incremento del 7,3% in un anno.
LA PROVINCIA.«Il contesto geopolitico della provincia di Gorizia - si legge nell'approfondito report dell'ente guidato da Enrico Gherghetta - a seguito dell'entrata dell'Unione europea della vicina Slovenia ha visto mutare il ruolo di ponte fra l'Europa comunitaria e l'Est europeo, da cortina di ferro a porta d'entrata. I dati evidenziano che la popolazione straniera è composta principalmente da maschi, che i residenti hanno un'età relativamente bassa e che la presenza su tutto il territorio provinciale è dovuta principalmente al lavoro. Si osserva (sempre a carattere provinciale, ndr) un numero cospicuo di permessi di soggiorno concessi per motivi familiari (ricongiungimenti)». La popolazione straniera proviene per la maggior parte dai Paesi dell'Est (Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Romania, Macedonia e Slovenia) e da Paesi extracomunitari (Bangladesh).
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