«Dipiazza ostenta successi oltre la realtà»

di MATTEO UNTERWEGER


Non è ancora (primarie permettendo) il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra. Ma Roberto Cosolini, la proposta ufficiale firmata Pd, è evidentemente già considerato tale da Roberto Dipiazza: «Il candidato del centrodestra, con il mio appoggio, avrà partita facile contro Cosolini», ha dichiarato di recente il primo cittadino. A cui l'esponente dei "democratici" replica secco: «Dipiazza ostenta un successo superiore alla realtà».
Cosolini, senza le primarie di coalizione si sentirebbe meno legittimato come candidato sindaco del centrosinistra?
Le primarie sono il modo migliore e più democratico per aprire la politica a tutti i cittadini. Se non ci saranno le condizioni per la competizione, faremo tutti assieme questo lavoro comunque.
Dipiazza ha detto che con il suo appoggio il candidato del centrodestra la batterà facilmente. Cosa risponde?
Le ultime dichiarazioni del sindaco vanno oltre una simpatica guasconeria, che fa parte del suo successo personale. In più parti le ho trovate eccessive e l'eccesso spesso è una manifestazione di debolezza. Mi pare che il suo schieramento abbia problemi. Ma io punto sulla nostra capacità di costruire consenso. Il suo messaggio alla coalizione è evidente: dovete costruirmi una prospettiva per il futuro se volete vi dia una mano. Dipiazza, poi, sottovaluta i triestini, che non si faranno suggerire il nuovo sindaco per interposta persona. E ostenta un successo superiore alla realtà.
A cosa si riferisce?
Un paio d'anni fa definiva Bandelli straordinario, ora si chiede chi è: mi domando se sia il consigliere che i triestini considererebbero saggio. Ho qualche dubbio. Poi c'è la sbandierata qualità della vita: a Trieste è buona per la ricchezza che deriva dal passato, per la componente elevata di redditi fissi legati al pubblico impiego, e per la tradizione amministrativa che ha. Non è che la qualità della vita appartiene all'anno 10 dell'era Dipiazza. E ci sono tante povertà emergenti.
Cosa volete cambiare?
Bisogna tornare all'essenza di Trieste, che esiste nella misura in cui viene messa nelle condizioni di svolgere un ruolo nazionale e internazionale. Si è indebolita quando è rimasta chiusa e divisa. Talvolta Dipiazza è sembrato un allenatore di una squadra di serie B senza l'ambizione di salire in A. Al centro del futuro c'è il tema del lavoro, che riguarda non solo i giovani ma tante componenti della città. Peraltro, con tanti professionisti validi, è ora di smetterla di affidare incarichi sempre agli amici degli amici. E dobbiamo ridare vivibilità e qualità a tutta la città.
Come?
Qui si è lavorato solo sul triangolo Rive, piazza della Borsa e via San Nicolò. Ma Trieste è fatta anche di periferie dove vive la stragrande maggioranza dei triestini. Servono un ambiente più sostenibile, aree verdi, pedonalizzazioni, la raccolta differenziata. Anche le difficoltà del commercio e turismo si risolvono se la città diventa più vivibile.
E il nodo bonifiche?
C'è una grande responsabilità del governo di centrodestra nello stallo attuale. Ricordo a proposito di Dipiazza che amministratori lungimiranti attorno al 2001 e 2002 delineavano il sito inquinato in maniera teorica sostenendo che sarebbero arrivati a Trieste un sacco di quattrini. Sono cose che a Dipiazza vanno ricordate. Così come l'Expò già dato per ottenuto e poi liquidato sostenendo che è stata «una fortuna non sia stato realizzato». E ancora il cambiamento frequente di opinione sul Parco del mare, per concludere con un Piano regolatore affondato tra errori politici e amministrativi incredibili, e con un difetto di fondo dall'inizio: l'assenza di un'idea di sviluppo della città. Mettiamoci pure la secretazione per tutti, ma non per chi ha comperato i terreni a Padriciano con straordinario tempismo...
Alcuni alleati sostengono come la sua candidatura sia troppo marcata Pd. Sarà un ostacolo?
Vediamo cosa dicono i cittadini innanzitutto. Sono responsabilizzato dal fatto che l'indicazione arriva non solo perché sono in questa fase un dirigente del Pd ma per il fatto che è stata ritenuta utile la mia esperienza in alcuni campi della vita cittadina pubblica. Penso sia un luogo comune definire Trieste città di centrodestra: ha dimostrato maturità civica nel fare le sue scelte, è a questo che dobbiamo guardare piuttosto che a etichette stereotipate.
Se sarà lei ufficialmente il candidato sindaco del centrosinistra, lascerà la segreteria del Pd?
Sarà indispensabile che il candidato sindaco sia espressione di tutti coloro che condividono il progetto e che quindi durante la campagna elettorale il partito abbia una sua guida diversa dal candidato sindaco stesso. Dovremo mettere a disposizione di Trieste il meglio che abbiamo.
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