Una Tac al violino del Settecento

Giovanni Battista Guadagnini, il liutaio che realizzava "gli Stradivari dei poveri", non l'avrebbe mai immaginato. Una delle sue creature più preziose, un violino del 1753 appena acquistato da una fondazione norvegese per un milione e 200 mila euro, è stato sottoposto in questi giorni a una delle analisi più approfondite che si possano eseguire su un'opera così delicata. In maniera del tutto indolore.
Franco Zanini, ricercatore del gruppo Syrmep e coordinatore dell'esperimento che si è svolto nei laboratori della Sincrotrone Spa, in collaborazione con l'Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare, sezione di Trieste), assieme ai suoi colleghi ha scrutato nella struttura più intima di questo capolavoro, per capire se siano necessari interventi particolari che ne preservino le caratteristiche.
L'équipe triestina non è nuova a questo genere di indagini: mesi fa aveva provato la tecnica su violini contemporanei e i risultati, presentati in febbraio a Pavia al sesto Congresso italiano di archeometria, hanno fatto subito il giro del mondo fra gli addetti ai lavori, tanto che "The Strad", la più antica e autorevole rivista dedicata agli strumenti ad arco, ha chiesto loro una consulenza.
La tecnologia non invasiva usata nell'indagine è la tomografia assiale computerizzata, la Tac, che ha fornito immagini planari in due dimensioni, e poi anche ingrandimenti tridimensionali di specifici punti del violino. «The Strad - spiega Zanini - voleva capire quali possono essere i danni che simili strumenti subiscono quando sono portati in giro per essere suonati nei concerti». Il violino in questione, infatti, è abitualmente suonato da Peter Herresthal, tra i maggiori interpreti di musica contemporanea. Dopo un'esibizione a Venezia, Herresthal è venuto in macchina a Trieste per le analisi a raggi X al Sincrotrone. Pronto per ripartire alla volta del Kentucky. Con lui Alberto Giordano, uno dei maggiori liutai italiani, curatore della collezione del Conservatorio di Genova.
«Questi spostamenti - dice Zanini - e soprattutto i voli aerei sono oltremodo stressanti per strumenti così delicati: è importante capire le possibili conseguenze ai danni di punti particolarmente esposti del legno e della struttura intera». Il violino durante gli esperimenti è stato mantenuto in condizioni di temperatura pressione e umidità controllatissime e costanti, ma durante i trasferimenti alloggia in una comune custodia, benché rinforzata.
Il supporto finanziario che ha aiutato a coprire i costi di questa delicata "operazione medica" è venuto da Donatello ed Elisabetta Cividin, della Cividin Costruzioni Srl. Che cosa c'entra un'impresa edile con i violini? Come spiega Elisabetta Cividin, che è anche presidente dei giovani di Confindustria Trieste? «Abbiamo sponsorizzato l'iniziativa perché crediamo nel valore della scienza e dell'innovazione, in particolare nella ricerca avanzata applicata ai beni culturali. Apparteniamo a una nuova generazione di imprenditori per i quali ricerca, innovazione e competitività sono intimamente legati».
Ma il violino di Guadagnini come sta? «Abbiamo individuato piccoli interventi di restauro che risalgono al Settecento», dice Zanini. «Le effe, per esempio, sono state modificate per fini estetici. Dalle immagini in 3D abbiamo scoperto piccole fessure nella struttura del legno. Da qui stiamo procedendo per capire quale dovrà essere l'intervento protettivo da effettuare su questo paziente così speciale».
Cristina Serra