Il dramma delle donne colombiane fra violenze e leggi che non tutelano

Donne violate, maltrattate, con meno di un dollaro al giorno per vivere, spesso vittime di abusi sia "esterni" che domestici. È il quadro sconcertante emerso nella conferenza "Violenza politica contro le donne: il caso colombiano", all'interno delle celebrazioni per i duecento anni dell'indipendenza della Colombia (1810-2010). La violenza che attanaglia il paese da oltre cent'anni, e che si è inasprita negli ultimi venti, secondo la relatrice Sofia Quinero Romero, è data dalla situazione politica del paese sempre più sopraffatta da guerre interne, corruzione e traffici illegali di droga e armi. Una guerriglia perenne che vede scontrarsi nei suoi territori ben tre eserciti (quello nazionale, quello dei gruppi paramilitari privati e le Farc) e che, assieme alla corruzione dilagante, provoca uno stato di violenza continua in cui pagano il conto le fasce più deboli della popolazione, prima fra tutte quella delle donne, che nei casi "migliori" sonodesplasados(sfollate) in campi profughi dove vivono in condizioni durissime mentre nei peggiori sono vittime di abusi. «Solo nel 2004 - racconta Quinero Romero - l'istituto di medicina legale ha registrato sessantamila casi di violenza nel 92% dei quali erano coinvolte donne». Abusi che, spiega la relatrice, sono rivolti principalmente alle donne indigene e afro-colombiane che solitamente abitano sulle coste del Pacifico, snodo cruciale per i traffici illegali dove il tasso di violenza e criminalità è altissimo. A peggiorare il quadro, già di per sé desolante, vi è anche la mancanza di leggi a tutela delle donne nel caso di abusi. «Solo nel 2006 - racconta la relatrice - è stato permesso l'aborto legale per le donne vittime di abusi. Il problema - continua - è che viene reso impossibile dimostrare che c'è stata violenza quindi la maggior parte delle donne è costretta a farlo clandestinamente con conseguenze sia fisiche che penali». Se a livello governativo gli sforzi per la loro tutela non sono sufficienti a dare loro sostegno, sono nate numerose organizzazioni femminili aggregate sotto la Ruta Pacífica de las Mujeres. Costituita nel 1996, come coordinamento tra organizzazioni di donne che hanno scelto di dichiarare la neutralità attiva di fronte al conflitto, è presente nei principali dipartimenti del paese ed ha una forte base associativa soprattutto nel distretto di Antioquia e nella città di Medellín. La Ruta unisce organizzazioni e singole donne nell'affermazione della necessità di promuovere una pace costruita non sul perdono e sulla cancellazione della storia ma sul recupero della memoria e sulla riparazione per le vittime.
Viviana Attard