Sigaro e tuffi

Sono rimasta allibita nel leggere la notizia dell'inesistenza del divieto di tuffarsi ai Topolini di Barcola, nonostante i cartelli apposti dal Comune. Al danno si aggiungono le beffe. D'ora in avanti quei maleducati potranno non solo tuffarsi, turbando la nostra pace, ma anche prenderci in giro. Non so cosa aspetti la Giunta comunale ad emanare un'ordinanza di divieto dei tuffi, non solo ai Topolini, ma lungo tutta la costa barcolana, fino a Miramare.
Ma quello dei tuffi non è l'unico problema da risolvere per rendere decoroso quel tratto di costa, da me frequentato assiduamente e ben conosciuto in tutte le sue parti, nonostante viva a Trieste solo da pochi anni, perché mi fermo laddove trovo posteggio all'ombra. Tanto per cominciare, non è raro imbattersi in vicini di brandina dediti al fumo, spesso una sigaretta dopo l'altra o, peggio, un sigaro sempre acceso. Una non fumatrice come me si ritrova a subire passivamente l'inquinamento e la puzza del loro tabacco, proprio in un luogo dove si cerca l'aria pura e l'odore del mare. Nell'ordinanza di divieto dei tuffi è necessario inserire anche il divieto di fumare. È una norma di civiltà, introdotta in altre città per le zone verdi. In una città di mare dovrebbe valere prima di tutto per le zone balneari.
Altra fonte di disturbo sono i giocatori di carte. Commentano ad alta voce, spesso gridando, costringendo i vicini ad ascoltare l'andamento di partite per le quali non nutrono alcun interesse. Il lungomare di Barcola è un marciapiede. Mi chiedo se sia consentito giocare a carte su un marciapiede. Amici mi dicono di no. In questo caso basterebbe l'assiduo controllo dei vigili urbani, con l'emissione delle relative multe, per combattere questo fenomeno.
Invece di intervenire nei confronti delle persone moleste o maleducate, il Comune si è attivato per apporre sulle colonne del quinto Topolino le immagini di miss Topolini. È questo l'esempio indicato dalle autorità municipali alle giovani?
Franca C. Porfirio