Mini-coristi cantano i successi triestini

Un tributo al dialetto triestino attraverso i brani più noti della canzone popolare, un omaggio in musica dai più giovani per i più giovani e non solo. Su questi accenti si basa "Trieste nel mio Cuore", manifestazione in programma venerdì prossimo al Politeama Rossetti (alle 17), a cura di Claudio Margiore, in collaborazione con le scuole elementari "Biagio Marin", "San Giusto Martire" e "De Marchi", gli istituti con cui è stato avviato un vero progetto di recupero della canzone triestina voluto dallo stesso Margiore, supportato dalla insegnante di musica Franca Zanier e dalla dirigente scolastica Maria Orel Cavallari.
La serata del 9 aprile si preannuncia piuttosto corposa, in virtù della partecipazione di oltre 350 scolari delle classi elementari prescelte, riuniti in vari cori a sostegno dei tenori Francesco Bernasconi e Paolo Venier, e del pianista Paolo Troian.
Il cartellone, oltre a un intervento del Coro della Comunità Istriana, ospita gran parte del repertorio giuliano di ogni tempo, spaziando da classici come "La marinaresca", "La mula de Parenzo", "E non la me vòl più ben", "El tram de Opicina" sino a "Donna Fortuna" e il più moderno "El can de Trieste", lanciata da Lelio Luttazzi verso la fine degli anni '60, e molte altre.
Non è casuale la massiccia partecipazione dei bambini sul palco del Politeama Rossetti, un indirizzo fortemente voluto da Claudio Margiore, l'ideatore di "Trieste nel mio Cuore", appassionato di musica e soprattutto delle tradizioni locali, convinto assertore dell'importanza della salvaguardia del dialetto triestino attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni: «Certi aspetti della nostra storia stanno purtroppo andando in disuso - ha commentato Margiore - e tra queste le canzoni dialettali. Ho pensato così di rendere partecipe alcune sedi elementari, convinto che anche la scuola possa aiutare questo progetto, iniziando un vero insegnamento che resti impresso per sempre nei cuori dei nostri ragazzi».
Francesco Cardella