Razeto: «Siamo distanti dal progetto definitivo»

«Un impianto come il rigassificatore deve avere tutti i controlli possibili e immaginabili per la sicurezza. Se i docenti triestini che criticano l'attuale progetto dicono che per fare si deve far bene, sono completamente d'accordo, senza garanzie di sicurezza non ha nemmeno senso andare avanti, il rigassificatore va fatto con tutti i crismi e i sistemi più moderni». Lo afferma il presidente di Assindustria, Sergio Razeto, che aggiunge: «Casa mia è a un tiro di schioppo, non voglio finire io per primo in una nube di gas...».
Razeto tuttavia è molto dubbioso sulle dure critiche del gruppo di docenti, che non ha tuttavia potuto approfondire per motivi d'intenso lavoro: «Credo - afferma - che siamo in una fase molto distante da un progetto vero, manca uno studio di fattibilità, e ritengo che Gas natural abbia predisposto una prima analisi di superficie, che sempre si fa per vedere se ci sono le condizioni per realizzare un impianto industriale e metterci i quattrini, credo che l'attuale documentazione passerà dallo studio approssimativo a un progetto certo».
Ieri tuttavia, sulla scorta delle argomentazioni del gruppo tecnico, il consigliere regionale del Pd, Igor Gabrovec, ha chiesto a Tondo di «bloccare immediatamente l'iter di approvazione del rigassificatore». Motivo: pericoli e documentazione con «macroscopici errori», la cui sottovalutazione viene imputata anche all'assessore all'Ambiente, Elio De Anna. Il quale dà invece dell'intera vicenda una inedita versione: «Gas natural non ha ottenuto parere positivo alla Valutazione d'impatto ambientale (Via), ma solo un parere di conformità limitato agli impianti sottomarini. Manca ancora - dice l'assessore - pari procedura anche per il tubo di collegamento tra la nave gasiera e i depositi a terra. Non è cambiato niente, a oggi, da quando la giunta Illy disse che non poteva esprimersi perché non erano chiariti rischi e sicurezza. Se il ministero dell'Ambiente riavvierà le procedure di Via - prosegue De Anna - solo allora la giunta Tondo acquisirà tutti i pareri da portare a quel tavolo: sentirà i Comuni di Trieste, San Dorligo e Muggia, esperti, altri, costruirà insomma un suo parere motivato. Avere poi la Via - conclude - non significa un'automatica autorizzazione, che può ancora essere negata».
Per l'assessore alle Infrastrutture, Riccardo Riccardi, tutto è molto chiaro invece: «Se c'è già la Via, data dal ministero che è organo dello Stato e quindi della Repubblica italiana, chi crede nella Repubblica deve credere anche a un suo parere, più che ai comitati. Il rigassificatore è strategico per l'economia regionale, ha l'assenso degli enti locali anche triestini, e abbasserà il costo delle bollette». Altrettanto ferme le considerazioni del presidente dell'Autorità portuale, Claudio Boniciolli: «Le previste 120 gasiere portate al rigassificatore in un anno non sono niente, non interferiscono coi suoi traffici, e la bora non ha mai fatto male a nessuna nave».
Il sindaco Roberto Dipiazza: «Ecco puntuale il partito del "no se pol". È un'area inquinata da 50 anni, e con la bonifica si ottengono tre vantaggi: indotto economico, catena del freddo, energia a buon prezzo. Se scoppia la centrale nucleare di Krsko diventiamo come Pompei, ma se scoppia il rigassificatore c'è solo un botto».(g. z.)