Popolazione mondiale vicina ai 7 miliardi

NEW YORKUna «bomba teenager» minaccia il pianeta Terra. Mentre le nazioni occidentali sono alle prese con l'invecchiamento della popolazione, nei Paesi più poveri del mondo è in atto una crescita demografica esplosiva che porterà nel 2050 a un aumento esponenziale dei giovani: 1,2 miliardi, il 90% dei quali vivrà in Africa e Asia.
È il grido di allarme lanciato dal rapporto annuale del Population Reference Bureau (Prb), un centro studi di Washington, secondo il quale la popolazione mondiale toccherà i 7 miliardi nel 2011, un anno prima del previsto, 12 anni dopo aver raggiunto quota 6 miliardi nel 1999. Virtualmente tutta la crescita è nei Paesi in via di sviluppo e si concentra soprattutto nei più poveri fra essi, con gravi rischi per la stabilità e la sicurezza internazionali.
La stima degli 1,2 miliardi di giovani (erano mezzo miliardo nel 1950) si basa su una fascia tra i 15 e 24 anni. Estrapolando il dato, il New York Times parla di «un miliardo di teenager» che senza educazione e prospettive di lavoro rischiano di finire arruolati come jihadisti in Medio Oriente o bambini soldato nelle guerra civili che insanguinano l'Africa. Un tema su cui punterà riflettori anche la Cnn, con una serie dal titolo «Generation Islam», dove tutto ruota attorno a una domanda fondamentale: «Futuro scolaro o attentatore suicida?».
«Con i dovuti investimenti in sanità, educazione, sviluppo agricolo, impresa e formazione, una popolazione giovane può essere un'opportunità di sviluppo», osserva il rapporto del Prb.
In mancanza di tutto ciò «qualche giovane con scarse prospettive di lavoro e poca speranza nel futuro può dedicarsi ad attività criminali o prender parte a un conflitto armato», sottolinea lo studio.
Secondo il Council of Foreign Relations, il più influente think tank della politica estera Usa, «tra il 1970 e il 1999 l'80% dei conflitti è avvenuto in Paesi con il 60% della popolazione sotto i 30 anni». Troppi giovani, spiega il centro studi, «hanno il potere di destabilizzare un Paese». Il processo di urbanizzazione in corso ovunque nel mondo li sta infatti ammassando alle periferie delle metropoli, dove le loro aspettative si scontrano con tassi altissimi di disoccupazione, la frustrazione di dipendere dalla famiglia, l'invidia verso schiere di fratelli maggiori che ereditano tutto. Senza nulla da perdere nè prole a cui badare, si organizzano in gang o gruppi paramilitari o terroristi.
Il problema affligge in particolare l'Africa subsahariana, il Sud-est asiatico, dove i giovani saranno il 53% della popolazione nel 2050, e il Medio Oriente. In pratica tutte le polveriere del mondo. Su 27 nazioni affette dalla «bomba teenager», aggiunge il Council, 13 sono islamiche, con i rischi connessi al fondamentalismo religioso.
Mentre il mondo povero è alle prese con la sua esplosione adolescenziale, i giovani d'Occidente rischiano sempre più la marginalizzazione, visto che passeranno dal 13,7% del 2005 al 10,5% del 2050. Il declino colpirà soprattutto il Vecchio Continente, mentre gli Usa continueranno a crescere al ritmo di un milione l'anno, metà per immigrazione, metà per incremento naturale e diminuzione della mortalità infantile. L'India diventerà il Paese più popoloso al mondo, con 1,7 miliardi di abitanti, superando la Cina (1,4 mld). L'Africa raddoppierà il suo miliardo, al ritmo di 24 milioni di persone in più l'anno.
Più giovani significa infatti anche più fertilità: se per una donna africana è normale dare alla luce 6 o 7 figli nell'arco della vita, per una statunitense il tasso si ferma a 2 e per una canadese a 1,5. Se quindi oggi il Canada e l'Uganda hanno più o meno lo stesso numero di residenti, rispettivamente 31 e 34 milioni, tra 40 anni saranno 42 e 96 milioni, con la popolazione del Paese africano quasi triplicata.