Un'area verde e un parcheggio all'ex Amadio Per riutilizzare la caserma 140mila euro

di FRANCESCO FAIN


CORMONS «Demolizione parziale recinzione caserma Amadio». Il progetto è contrassegnato dal numero 4 ed è parte integrante del programma triennale dei lavori pubblici 2009-2011 adottato dalla giunta comunale di Cormons. L'area in questione si trova all'angolo delle vie Roma e Gorizia nel centro cittadino di Cormons ed è delimitata dal muro di cinta della caserma stessa e dai due corpi di fabbrica interni ivi propsicienti. «È oggi intenzione dell'amministrazione comunale - si legge nella relazione illustrativa - restituire all'uso della collettività tale piccola porzione di area militare attraverso la demolizione della sopracitata porzione del muro di cinta e la sistemazione dell'area verde che lo stesso racchiude. Contestualmente, si ritiene di procedere anche alla messa in sicurezza dell'area parcheggio interno».
L'intervento comporterà un investimento di 140mila euro, «e sarà finanziato - si legge ancora nel Piano triennale delle opere pubbliche - con fondi propri dell'amministrazione comunale». Ma ecco, in soldoni, come si espliciterà l'intervento e quali saranno le tappe. Si procederà con la demolizione del muro di cinta per una lunghezza di circa 60 metri lineari; alla demolizione parziale della pavimentazione in calcestruzzo esistente; alla sistemazione dell'area verde esistente (potatura alberature e sfalcio erba); alla messa in sicurezza dell'accesso alle aree interne alla caserma.
Nel frattempo, il presidente della Provincia Enrico Gherghetta torna ad intervenire sul futuro dell'ex Amadio e lancia (o meglio ri-lancia) una proposta all'amministrazione comunale della cittadina collinare. «Che dire? Ripeto quanto ho già detto di recente. Se il sottoscritto fosse sindaco di Cormons farebbe essenzialmente una cosa. Darei un incarico per redarre immediatamente una variante generale al Piano regolatore. La caserma è in centro: qualsiasi destinazione comporterà una modifica all'assetto urbano e verrà rivoluzionata la cittadina collinare. Prima di tutto, quindi, va immaginato il futuro della caserma. Credo che sia giunto il momento di trovare un punto di sintesi».
Parole e giudizi non nuovi quelli del presidente Enrico Gherghetta. «Effettivamente, la demolizione potrebbe essere la soluzione, l'uovo di colombo. Entrambe le parti (Comune e imprenditore privato, ndr) sarebbero soddisfatte e non ci sarebbe alcun tipo di problema o di rischio per la salute del cittadino e per l'ambiente», il ragionamento di Gherghetta.