Quattro triestini in Panda da Milano in Mongolia

Quattro triestini, a bordo di due vecchie Fiat Panda, affronteranno un viaggio da Trieste fino alla Mongolia, partecipando a un evento unico, che lega l'avventura alla beneficenza: il MongolRally, una gara non competitiva con il principale scopo di raccogliere fondi per fini umanitari, organizzata da League of adventurists international Ltd.
Ogni equipaggio iscritto, al momento dell'adesione, dovrà infatti versare circa mille sterline a un'associazione o a una realtà che opera nel campo dell'assistenza, il soccorso, l'aiuto verso persone in difficoltà.
I triestini che prenderanno parte al viaggio sono David Cinquepalmi, 40 anni, imprenditore, appassionato di fuoristrada, viaggi e meccanica; Massimiliano Calligaris, 40 anni, impiegato, amante del surf e della palestra; Stefano Motta, 25 anni, studente di architettura che adora i viaggi e l'alpinismo; Paolo Visnoviz, 46 anni, informatico, come gli altri innamorato dei tour in giro nel mondo.
«Si partirà da Trieste il 17 luglio, con calma – raccontano i quattro –. Il giorno dopo ci sarà la partenza ufficiale degli equipaggi italiani da Milano. Pausa a Monaco, mentre il raduno a Praga è previsto il 21 luglio, dove incontreremo gli equipaggi provenienti da Londra e da Madrid. Repubblica Ceca e Polonia, via in un salto. Tappa a L'viv, in Ucraina. Altra tappa a Yahotyn, dopo Kiev. Ultima tappa ucraina proprio sul confine con la Russia, Saratov, ultima sosta prima dell'ingresso in Kazakistan – spiegano ancora i quattro amici – e in questo Paese potremmo fermarci ad Uralsk, dopo solo 400 chilometri, tanto per rifiatare, visto che inizieranno le piste e ci aspetteranno due tratti di quasi 900 chilometri l'uno:  Irgiz e Shornak».
È poi è previsto l'ingresso in Uzbekistan e a Samarcanda riposeranno qualche giorno e faranno i turisti. «Ritemprati e riposati – proseguono - si riprenderà in direzione Kazakistan con prima tappa a Ciganak. Quella successiva sarà Astana, la capitale kazaka. Di nuovo Russia. Fermeremo a Omsk e poi Bamaul. Tappe lunghe, ma le strade dovrebbero essere buone, almeno fino a Tsagaanuur, prima tappa mongola. Poi solo piste fino ad Altai e Arvaikeer, le ultime soste prima di giungere a Ulaanbaatar. Dopo quasi 13mila chilometri – concludono – un po' di riposo, turismo e feste con gli altri partecipanti. Poi si ritornerà, via Russia».
L'itinerario potrà subire qualche variazione, ma tutto è pronto per affrontare il percorso con grande entusiasmo. «Alcune strade che sulla carta sembrano facili ci porteranno via – spiegano – molto più tempo, altre meno. Anche le attese alle frontiere saranno una incognita. La tenuta meccanica dei mezzi, e quella fisica degli equipaggi,  saranno  determinanti per il buon successo dell'avventura».
Il MongolRally è nato a Londra nel 2001 con Mr Tom e Mr Joolz i quali, disponendo di una Fiat 126, si chiesero dove avrebbe potuto portarli. Scelsero il luogo che a loro sembrò più improbabile: la Mongolia. Partirono con una confezione di sigari economici e un coltello da caccia. Non presero con loro abiti di ricambio. Non riuscirono ad entrare in Mongolia per un problema con i visti, ma si divertirono così tanto che si ripromisero di riprovarci.
Il primo rally ufficiale partì da Londra nel 2004; dei sei equipaggi e ne arrivarono quattro. Per il 2009 sono attualmente iscritti 430 team dall'Inghilterra, 90 dalla Spagna, 46 dall'Italia.
Micol Brusaferro