Quel Castelletto che si vede dal mare

di NIKI ORCIUOLO


La Costiera triestina, come è noto, è compresa fra due magnifici castelli: Miramare e Duino ma curiosamente, quasi al centro della linea costiera, fa bella mostra di sé anche se ben più modesta, un altro edificio chiamato il Castelletto. Siamo ai Filtri di Aurisina e il neogotico palazzo non era un'altra residenza nobiliare ma, semplicemente, la sede per la raccolta delle acque potabili poiché l'antico l'acquedotto teresiano risultava ormai insufficiente per la città di Trieste in continua espansione. Fu inaugurato nel 1856, negli anni successivi venne più volte ampliato e forse non tutti sanno che fu disegnato da Carlo Junker lo stesso che progettò il castello di Miramare; ecco dunque spiegata la relativa somiglianza dei due edifici turriti.
Dal mare si notano ancora le due alte torri di pompaggio in mattoni rossi, veri monumenti di archeologia industriale. L'impianto, che raggiunse la portata massima di 25.000 litri al giorno, venne dimesso nel 1977 ma, in caso di necessità o emergenza, è ancora in grado di essere utilizzato. Oggi lo storico edificio è sede dell' OGS - Dipartimento di Oceanografia Biologica nonché di un circolo nautico.
Il porticciolo è più modesto dei già descritti Grignano e Santa Croce e anch'esso è orientato con la bocca a nord-ovest. Segnalato da un fanale verde a luce fissa dalla portata di 3 miglia, può ospitare una trentina di piccole imbarcazioni inferiori agli 8 metri e il fondale, che all'ingresso e al centro ha 2,5m. di profondità, diminuisce poi rapidamente. Solo piccole barche a motore o a vela dal modesto pescaggio possono dunque trovarvi rifugio temporaneo o tentare un approdo provvisorio in condizioni atmosferiche ottimali. Sulla vicina spiaggia, accanto agli storici edifici, si trova pure la trattoria "Bellavista", molto apprezzata nella stagione estiva.
Lungo tutta la costa da Grignano a Duino il mare è purtroppo invaso da estesi impianti di miticoltura, le pedocere in dialetto locale che, oltre a tutto, non sono di notte ben segnalate e difficilmente individuabili con il mare agitato; è necessario dunque prestare molta attenzione durante la navigazione e l'eventuale atterraggio verso il porticciolo procedendo, come consentito, perpendicolarmente alla costa.
Tutta la zona è ovviamente ricca di risorgive di acqua dolce dunque, prima di avventurarvi in un bel tuffo dalla barca, meditate un po' poiché non è improbabile che il sito degli antichi filtri dell'acquedotto vi lasci un gelido ricordo… da brivido!