Parco del Mare all'ex Pescheria, c'è l'accordo

di MADDALENA REBECCA


Due strutture già esistenti, il Salone degli Incanti e il Magazzino vini, da trasformare in contenitori per maxi vasche in cui accogliere specie marine. E un terzo edificio da costruire «ex novo» nel piazzale dell'ex piscina Bianchi, dove ospitare sale conferenze, spazi per la ristorazione, bookshop e laboratori didattici.
Riparte da questi tre tasselli il nuovo progetto del Parco del Mare che, dopo aver visto sfumare l'ipotesi terrapieno di Barcola e l'opzione mercato ortofrutticolo di Campo Marzio, potrebbe ora trovare defitiniva collocazione negli spazi espositivi sulle Rive. Un cambio di rotta suggerito dal Comune e discusso ieri per la prima volta in via ufficiale con Camera di Commercio e Fondazione CRTrieste. Due interlocutori che sarebbero rimasti positivamente colpiti dalla proposta avanzata dal sindaco. «Abbiamo trovato una piena condivisione sul nuovo sito - ha commentato soddisfatto al termine del confronto il principale sostenitore dell'iniziativa Antonio Paoletti - . L'idea, quindi, c'è. Ora dobbiamo lavorare per renderla esecutiva il più rapidamente possibile».
IL PROGETTO DI MASSIMA DEL COMUNE Il centro nevralgico del mega acquario affacciato sul mare, nelle intenzioni del Comune, dovrebbe diventare proprio il Salone degli Incanti. Nella parte centrale si prevede l'installazione di una grande vasca che i visitatori osserverebbero dall'alto. «Si potrebbero infatti soppalcare gli spazi laterali della Pescheria per ricavare delle passerelle trasparenti sul modello di quelle presenti nella Basilicia di Aquileia - osserva il forzista Piero Camber che, da tempo, studia i vantaggi del possibile trasferimento del Parco sulle Rive, tanto da aver definito a grandi linee un progetto già visionato dallo stesso Dipiazza -. L'edificio, così, rimarrebbe integro e verrebbe sfruttato al meglio».
Impossibile, tuttavia, limitare la presenza delle specie marine nel Salone degli Incanti. «Lo spazio lì non sarebbe sufficiente - chiarisce il sindaco -. È necessario ipotizzare l'inserimento di vasche, magari più piccole, anche all'interno del Magazzino Vini. Struttura che potrebbe essere collegata alla Pescheria con un tunnel aereo o sotterraneo. Infine serviranno ambienti per conferenze, ristorazione e attività didattiche. L'idea è di ricavarli all'interno di un nuovo edificio da costruire sul sedime dell'ex Bianchi». Edificio che non dovrà superare in altezza il Magazzino Vini (dovrà quindi raggiungere al massimo i 7,5 metri) e potrebbe addirittura «appoggiarsi» a quest'ultimo condividendone l'ingresso.
Previsti, infine, ampi parcheggi - ai due piani sotto il Magazzino Vini già contemplati dalla Fondazione se ne aggiungerebbe altri due o tre interrati sotto l'ex Bianchi -, e un giardino all'aperto con tavolini e giochi per bambini nello spiazzo tra il Salone degli Incanti e la struttura adiacente.
I TEMPIA suggerire al Comune il cambio di collocazione è stato essenzialmente il fattore tempo. «Per realizzare il Parco del Mare nel comprensorio di Campo Marzio servirebbero almeno 3-4 anni - spiega Roberto Dipiazza -. Prima di costruire l'acquario, infatti, dovremmo concludere le bonifiche nell'area delle Noghere e completare poi il trasferimento del mercato all'ingrosso. Pescheria e Magazzino vini, invece, sono soluzioni già disponibili, che ci permettono di accelerare notevolmente l'iter. Nel giro di 6/7 mesi potremmo avere i progetti approvati per poi far partire subito dopo i lavori. Se tutto filasse liscio, dunque, l'opera potrebbe essere inaugurata nel giro di un paio d'anni, vale a dire entro la fine del mio mandato».
Uno slancio ridimensionato, un po' per prudenza un po' per scaramanzia, da Antonio Paoletti. «Parlare di tempi adesso è prematuro - osserva il presidente della Camera di commercio -. Posso dire soltanto che inizieremo a lavorare immediatamente per analizzare la proposta e studiarne la fattibilità. L'idea del sindaco, comunque, mi è sembrata buona dal momento che non coinvolge solo la Pescheria, ma un lungo tratto di fronte mare. Anche il presidente della Fondazione Massimo Paniccia (che non ha voluto rilasciare dichiarazioni sul progettondr) è rimasto positivamente impressionato. Naturalmente dovrà fare le sue verifiche, come del resto dovremo fare noi con i nostri organi direttivi. L'importante è agire in fretta».
I COSTI E I CONTRIBUTI REGIONALI La rapidità auspicata da Paoletti, consentirebbe forse di ottenere qualche finanziamento dalla Regione, peraltro apparsa finora poco disponibile ad aprire i cordoni della borsa per sostenere il Parco del Mare. «Ma ieri ho parlato con il presidente Tondo e ho ricevuto ampie garanzie - continua Paoletti -. Mi ha detto chiaramente che lui crede in questo progetto e che la sua amministrazione è pronta a fare la sua parte per supportarlo. Altrettanto chiaramente, però, mi ha fatto capire che i finanziamenti verranno erogati solo a favore di opere immediatamente cantierabili. La Regione, infatti, non intende mettere a bilancio poste per progetti futuri. Anche per questo, quindi, dobbiamo concludere rapidamente tutte le necessarie verifiche preliminari».
Difficile in ogni caso che dall'amministrazione regionale arrivino quei 15 milioni di euro promessi in passato dalla giunta Illy per il mega-acquario e non confermati dall'attuale esecutivo. «Ma, vista la nuova collocazione del progetto, 15 milioni potrebbero anche non servire - conclude Paoletti -. Se realizzassimo il Parco del Mare sulle Rive, infatti, la spesa complessiva si ridurrebbe di certo. Di quanto non posso dirlo ora. Saranno i progettisti a doversi pronunciare in questo senso».
Sulle cifre non si sbilancia neppure Dipiazza che tuttavia fa notare come «quello dei soldi sia l'ultimo dei problemi». Il Comune, infatti, è convinto di poter contenere sensibilmente i costi visto che il Magazzino Vini verrà in ogni caso riqualificato dalla Fondazione , il Salone degli Incanti è praticamente già «pronto per l'uso» mentre la nuova palazzina di due piani nel piazzale dell'ex Bianchi potrebbe essere pagata come opera di urbanizzazione dall'impresa che costruirà in project financig il parcheggio sotterraneo. «Basterà quindi qualche aiuto da Roma e dalla Regione - conclude il sindaco -. Ne parlerò presto con il sottosegretario Menia, che al progetto del Parco tiene molto, e con Renzo Tondo».