Donato, big escluso: aspettatevi novità

di ELENA ORSI


Niente spiaggia pubblica, niente sede staccata per il Nautico, niente centro commerciale di «nuova generazione». L'elenco degli esclusi dalla lista di progetti ritenuti idonei a partecipare alla gara per il restauro di Porto Vecchio è lunga, conta ben sette soggetti, tralasciando chi ha deciso per una rinuncia. E comprende, anche, qualche nome eccellente. Nome che, già adesso, promette a breve «novità» sul tema.
È il caso di Marcus Donato, titolare della società Helm project marine brokerage service, primo nella lista delle istanze respinte con il suo progetto di trasformare Porto Vecchio in «una cittadella di stile austroungarico», con «un porto per magayacht, una piscina, e strutture scientifiche». Chiede il silenzio stampa ma non resiste alla tentazione di annunciare che «di novità ce ne saranno nei prossimi giorni, perchè qualcuno sta remando contro lo sviluppo di Trieste. La situazione così com'è è molto delicata, ci sono molte cose in ballo». Già ieri Donato si era mosso per avere un incontro con il presidente dell'Autorità portuale Claudio Boniciolli, ma senza risultato. «Non so dire perchè il nostro progetto sia stato bocciato – spiega - . Quello che si può dire è che una scelta di questo tipo non porta vantaggio a nessuno e che chi è stato promosso magari non poteva neppure esserlo». Tra i punti di forza del progetto che mirava a riallestire l'intera immensa area del Porto Vecchio c'erano le strutture alberghiere, alle quali si sommava una spiaggia da rendere «pubblica», a disposizione della città: adesso, lo stop ufficiale.
Accanto alla Helm, l'altolà è arrivato anche alla Confartigianato, che aveva presentato un progetto per la realizzazione di un distretto della nautica. «Che l'idea sia stata bocciata lo apprendiamo da voi – spiega il presidente provinciale della Confartigianato, Dario Bruni - .E ci dispiace perchè la richiesta di creare un distretto ad hoc era stato richiesto da molti artigiani del settore».
L'elenco dei bocciati però è lungo. Va dalla Multidevelopment C Italia Srl (la sussidiaria italiana di Multi Corporation che sviluppa centri commerciali di nuova concezione, rigenerazioni urbane nei centri città, progetti polifunzionali e retail parks), alla Sirn Srl produttrice di pavimenti industriali, dalla Società oli Minerali di Udine alla Alessandro Pribez di Trieste per finire con la Wilhalm &Co (con sede a Bruxelles e che ha fatto alcuni interventi di riqualificazione in particolare nelle città di Liegi e di Louvain e della Bovis Land Lease con centrali a Sidney, New-York e Londra).
Tra i nomi rinunciatari, invece, la Richard Ellis Group che ha il proprio quartier generale a Los Angeles ed è leader internazionale nell'ambito dei servizi di real estate con più di 300 uffici e 29 mila dipendenti in oltre una cinquantina di paesi. Rimane invece un mistero la richiesta dell'istituto Nautico, che aveva chiesto 9 mila metri quadrati per riunire in un'unica nuova sede funzionale frontemare il nucleo centrale dell'istituto con il Centro radaristi che oggi è in piazza Hortis, la succursale di largo Sonnino e i laboratori oggi presso la Cartubi. Nell'elenco ufficiale infatti la richiesta risulta come «rinunciataria», ma la Provincia nega di aver mai desistito dall'offerta. «Avevamo legato la nostra proposta alla possibilità di trovare fonti di finanziamento - spiega l'assessore all'Istruzione Mauro Tommasini - .Evidentemente, questo ci ha penalizzato e siamo stati esclusi. Ora vedremo se si potrà portare avanti il discorso con il futuro assegnatario».