Alberghi e una spiaggia pubblica il clou del progetto del broker

«Trasformare il Porto Vecchio in una cittadella di stile austroungarico, per turisti ma soprattutto per i triestini, realizzare una spiaggia pubblica, creare un porto per magayacht, una piscina, e ospitare strutture scientifiche. L'acquario non era previsto ma possiamo sempre aggiungerlo».
Così Marcus Donato, titolare di una società di brokeraggio in campo marittimo, aveva presentato nell'ultimo giorno utile la propria candidatura per ottenere in concessione l'intero Porto Vecchio, lo scorso agosto. Era uno dei quattro progetti «globali» per l'intera area, e ora risulta l'unico scartato fra questi.
Nato in Svizzera da padre triestino, Donato è titolare della società di brokeraggio «Helm project marine brokerage service». In precedenza era stato project manager di navi soprattutto da crociera a Monfalcone e in Germania. Così aveva allora parlato della base finanziaria messa in piedi per ottenere la concessione: «Ho alle spalle un gruppo bancario internazionale con capitali europei e statunitensi, un gruppo di imprenditori italiani e un partner di prestigio del settore alberghiero».
Tra i punti di forza del progetto che mirava a riallestire l'intera immensa area del Porto Vecchio secondo l'imprenditore c'erano le strutture alberghiere: «Il fatto che la variante urbanistica non ammetta la realizzazione di alberghi non ci spaventa - aveva affermato allora -, intendiamo realizzare ostelli, foresterie, resort turistici a servizio dei clienti dei porti nautici».
Una speciale sottolineatura Donato aveva riservato all'idea di proporre una spiaggia rigorosamente pubblica, dunque a disposizione della città.