Si mobilita anche l'Università

di MATTEO UNTERWEGER


Il fronte della protesta contro i tagli del governo all'Università e alla ricerca si allarga sempre più in città. Incontri, assemblee e addirittura lezioni all'aperto per dare un segnale forte, che arrivi possibilmente fino a Roma.
Il rettore dell'ateneo triestino, Francesco Peroni, discuterà proprio oggi con il Senato accademico le eventuali azioni da mettere in atto per ribadire tutte le preoccupazioni del mondo universitario locale. Iniziative che troveranno terreno fertile nella giornata di inaugurazione dell'anno accademico, in calendario il prossimo 5 novembre, ma non solo. «La proposta che farò è quella di una forma di simbolico allarme nell'ambito del cerimoniale dell'inaugurazione - conferma lo stesso Peroni -. Inoltre, come da punto all'ordine del giorno, verrà presa in esame la proposta di convocare un'assemblea generale di ateneo sulla manovra finanziaria Tremonti che ci preoccupa». Quarantotto ore più tardi, la discussione si estenderà anche alla Crui, la Conferenza dei rettori delle Università italiane, convocata proprio per giovedì.
Ieri pomeriggio, intanto, piazza Unità è stata teatro di una protesta dai connotati inediti. Una sessantina di studenti iscritti alla facoltà di Scienze si sono radunati davanti al municipio «per fare lezione» all'aperto. Con loro, a dare puntuali spiegazioni su «probabilità e statistica», il preside della facoltà Rinaldo Rui. Niente striscioni o cartelloni, nessun microfono né megafoni. Solo una lavagna improvvisata che presto si è riempita di formule ed un professore appassionato della sua materia, in piedi circondato dagli studenti. I ragazzi si sono seduti a terra, rimanendo silenziosissimi per circa due ore ad ascoltarlo. «Vorremo attirare l'attenzione della cittadinanza anche in questo modo e ricordare a chi di dovere che i nostri giovani, che oggi vediamo sui banchi dell'Università, rappresentano il futuro di questo paese», ha commentato Rui. Quella di ieri è stata la prima di una serie lezioni all'aperto previste questa settimana anche a Trieste per manifestare dissenso al governo.
«Si tratta di un modo diverso per protestare - ha osservato uno studente di fisica - vogliamo far vedere come sarà l'Università del futuro, senza aule». «Insomma – ha aggiunto il preside – i ragazzi vogliono studiare e questo è il nostro grido disperato per chiedere di non essere uccisi. La ricerca viene dimenticata e concepita come un costo da tagliare e non come un investimento. Eppure, investire in questa direzione significa invece creare studenti che pensano come ricercatori e hanno quindi attitudine a risolvere problemi». La lezione all'aperto ha attirato anche l'attenzione di numerosi passanti, tra cui alcuni turisti tedeschi ed inglesi che si sono concessi una foto con i ragazzi notando «quanto siano creativi gli italiani». Tra i curiosi, nessun delegato del Comune.
Per oggi alle 17, intanto, il collettivo universitario La Scintilla ha indetto un'assemblea all'interno della facoltà di Lettere e filosofia (nell'aula rappresentanti in androna Campo Marzio). «I tagli previsti sono uno tsunami per le Università italiane - spiega Francesca Scarpato a nome del collettivo -. Tutto sta andando nella direzione della privatizzazione del sapere: una situazione che, in prospettiva futura, comporterà problemi per tutti. Non solo per gli studenti delle strutture pubbliche - prosegue - che, in virtù delle minori risorse disponibili, potranno contare sempre meno su servizi e didattica di qualità. Ma il discorso riguarda anche i posti di lavoro per i docenti e le possibilità di impiego futuro degli universitari stessi». All'incontro si prevede una partecipazione di almeno una cinquantina di studenti.
L'affluenza sarà presumibilmente massiccia all'assemblea generale studentesca di domani in piazzale Europa, convocata alle 14.30. Un appuntamento organizzato per rispondere a una domanda precisa: «Cosa rischia l'Università con la legge 133?». «Sarà prima di tutto un momento di informazione volto a fare chiarezza sulle conseguenze che avranno le nuove norme - afferma Paolo Prelazzi, presidente del Consiglio degli studenti dell'Università -. Si tratta dell'inizio di un percorso promosso dagli studenti. In questo modo incominceremo a lavorare a un documento ufficiale da presentare nelle sedi competenti per far sentire la nostra voce».
All'assemblea nell'aula Venezian (al secondo piano dell'edificio centrale) parteciperanno anche i rettori delle università di Trieste e Udine, Francesco Peroni e Cristiana Compagno, ed il direttore della Sissa, Stefano Fantoni. I tre ospiti d'eccezione «staranno fra il pubblico», precisa Prelazzi, e «porteranno il loro contributo» parlando all'assemblea.
(ha collaborato

Gabriela Preda)