Campo Marzio, nuovo stop al Parco del mare

L'INIZIO
n L'idea di costruire il Parco del mare in Campo Marzio, al posto dell'Ortofrutticolo, era stata lanciata dal presidente della Camera di Commercio Paoletti nel 2006.
n Il sito individuato in un primo momento, poi scartato, era stato il terrapieno di Barcola. HANNO DETTO /1
n «Il Parco del mare sarà un toccasana economico, capace di garantire turisti e muovere artigianato e trasporti. Cambierà il volto di Trieste». (Antonio Paoletti)
n «Il giro d'affari garantirebbe un tasso interno di rendimento del 9,16%» (Antonio Paoletti). HANNO DETTO /2
n «Via da Campo Marzio e alle Noghere, senza i confini e con le nuove autostrade, l'Ortofrutticolo tornerà un mercato da un milione di tonnellate l'anno». (Roberto Dipiazza)
n «Si rivolgerà all'Isontino, la Slovenia, l'Istria croata». (Roberto Dipiazza) di MATTEO UNTERWEGER


Nuovo ostacolo per il progetto Parco del mare in Campo Marzio. L'area su cui dovrebbe sorgere, infatti, non è tutta del Comune, contariamente a quello che tutti assicuravano fino a ieri mattina. Bisognerà infatti fare i conti con altri due proprietari. Il risultato: un sicuro rallentamento nell'iter complessivo. Se il presidente camerale Antonio Paoletti riteneva di riuscire almeno ad inaugurare l'acquario, l'attrazione principale, per il 2012, adesso è presumibile uno slittamento di un paio d'anni. E il ritardo è destinato a coinvolgere anche il trasferimento del mercato ortofrutticolo alle Noghere, in calendario virtualmente nel 2011.
LA NOVITÀLo scossone è arrivato ieri pomeriggio, nel corso di un tavolo tecnico organizzato nella sede della Camera di commercio: l'area di Campo Marzio dove dovrebbe sorgere il Parco del mare, infatti, non è del tutto di proprietà del Comune di Trieste, come invece tutti credevano – o così assicuravano – fino a qualche ora prima. Lo è solo per metà, visto che una parte quasi uguale appartiene al demanio dello Stato e una minima striscia di terreno alle Ferrovie dello Stato (corrispondente a un binario che attraversa la zona).
Per l'esattezza il Comune possiede l'edificio che oggi ospita il mercato ortofrutticolo all'ingrosso e il terreno sottostante. Dello Stato è invece la zona esterna, quella a cielo aperto che sta tra il mercato stesso e il museo del mare. A testimoniare il tutto, la documentazione portata alla riunione dall'assessore comunale allo Sviluppo economico, Paolo Rovis.
LE PROSPETTIVEA questo punto, di fronte alle realtà che dovrebbero portare avanti il progetto (cosa che in concreto finora è stata fatta solo dalla Camera di commercio) si aprono tre possibilità. La prima è allargare ad altri due nuovi soggetti il tavolo tecnico ed eventualmente la futura forma societaria chiamata alla gestione del parco (aspetto di cui riferiamo a parte). La seconda è, invece, quella che porta all'acquisto da parte del Comune del resto dell'area: la cifra da sostenere è al momento sconosciuta. In ognuno dei due casi, saranno necessari confronti e trattative che faranno allungare i tempi previsti. La terza possibilità è che tramonti definitivamente il progetto Parco del mare almeno nel sito di Campo Marzio. Il colpo di scena si è verificato infatti proprio nel momento in cui da più parti si spinge per il Porto Vecchio come sito ideale per un mega-acquario. L'ultima voce a favore è stata quella del vicesindaco Paris Lippi.
NOGHEREStrettamente collegato a questo quadro è anche il trasferimento del mercato ortofrutticolo alle Noghere. «L'iter procedurale è autonomo - spiega Rovis - ma nel business plan del Parco del mare rientrava una quota di 20 milioni di euro (sul totale di 108,ndr) destinata alla costruzione del mercato». Dovesse subire dei ritardi il progetto del parco, per rispettare i tempi del trasloco dell'ortofrutticolo, il Comune potrebbe ritrovarsi costretto a reperire i soldi necessari in altro modo. In un momento in cui, dopo l'eliminazione dell'Ici, tutte le amministrazioni locali stanno cercando di contenere le spese.
IL TAVOLOAll'incontro di ieri non ha preso parte il presidente della Camera di commercio di Trieste, Antonio Paoletti, irreperibile anche per un commento perché all'estero. In rappresentanza del numero uno camerale si sono presentati il segretario generale Francesco Rossato, il consulente Gianfranco Nobile e il funzionario Claudio Vincis. Per la Regione è stato delegato il consigliere regionale Maurizio Bucci mentre per il Comune l'assessore Paolo Rovis, scortato dal direttore dell'area Sviluppo economico del municipio, Edgardo Bussani. A completare il quadro anche il segretario generale della Fondazione CrTrieste, Paolo Santangelo.
LE REAZIONI«Risulta effettivamente che il sedime dell'attuale mercato ortofrutticolo in Campo Marzio - conferma Rovis - sia per metà di proprietà del Comune, per una parte equivalente del demanio statale e per una striscia alle Ferrovie dello Stato. Come mai non ce ne siamo accorti prima? Non c'erano mai stati dei tavoli di questo tipo finora. Per quanto ci riguarda, abbiamo portato tutti gli elementi tecnici utili a discutere in concreto».
«Questa notizia è stata davvero una sorpresa per tutti - gli fa eco il consigliere regionale ed ex assessore comunale con delega a turismo e porto, Maurizio Bucci - e arriva proprio in un momento in cui, sul Parco del mare, sarebbe il caso di fare un po' di chiarezza dopo le ipotesi circolate negli ultimi giorni in relazione ai possibili investimenti in Porto Vecchio». Alcune delle cordate interessate all'acquisto dell'area (Gruppo Zamparini in testa) avrebbero già pensato di condire il loro business con un acquario. «Un orientamento diverso da quello di Paoletti - afferma in merito Bucci -. Prima di fare ulteriori investimenti, suggerirei di trovare una posizione chiara e univoca. Sul perché non sia stata approfondita in concreto la questione delle proprietà in Campo Marzio, dico solo che chi lancia le idee, dovrebbe anche porsi delle domande ed effettuare delle verifiche». Chiaro il riferimento alla Camera di commercio che per il progetto si è avvalsa, fra l'altro, di un comitato scientifico, oltre che, in chiave economica, delle entrate derivanti da una parte delle quote camerali versate annualmente dalle imprese iscritte.
PORTO VECCHIOA proposito di Porto Vecchio, poi, Bucci suggerisce un ulteriore ampliamento del tavolo tecnico: «Un altro ragionamento da fare, considerate le varie ipotesi che stanno circolando, sarebbe appunto quello di coinvolgere in queste riunioni l'Autorità portuale, anche attraverso la Porto Vecchio srl».
GLI ALTRINessun commento ufficiale alla riunione di ieri è arrivato dalla Camera di commercio, complice l'assenza di Paoletti. Quanto alla Fondazione CrTrieste, durante l'incontro, Santangelo ha semplicemente illustrato le modalità con le quali la stessa avrebbe la possibilità di erogare dei finanziamenti sulla base della normativa di settore.