All'antico Caffè San Marco due volte al mese è di scena la passione per il tango

La passione per il ballo ha contagiato anche Trieste, dove negli ultimi anni si sono moltiplicate non solo le inizitive legate alle varie forem di ballo, ma anche i locali, i luoghi, dove ormai è diventata un'abitudine trovare gli amanti della danza, dal tango allasalsa, dal flamenco ai balli latino amricani al più tradioznale liscio. Non si tratta solo di palestre o luoghi riservati ai ballerini, ma di bar, ritrovi che si trasformano per l'occasione in centri dedicati al ballo.
Uno di questi è senza dubbio il caffè San Marco, che due volte al mese si trasforma in una balera di tango, con centinaia di ballerini, in arrivo anche da fuori città, pronti a dedicarsi a uno dei balli che negli ultimi anni sta registrando un successo crescente, non solo a Trieste.
«Il caffè San Marco per noi è una sala ideale – spiega Pablo Furioso, ballerino e insegnante di tango – nell'architettura e nello stile è molto simile a due locali argentini, il Cafè Tortoni e il Confiteria Ideal, considerati il tempio del tango, sia per il ballo che per la musica e la letteratura». Le serate in via Battisti vengono organizzate dall'Associzione Culturale Altamarea, che si occupa di poesia e letteratura, e dall'Associazione Culturale Barriosur, che si concentra sul ballo e sulla cultura argentina in generale. «I nostri appuntamenti si aprono con la lettura di alcuni testi in italiano – precisa Pablo – insieme a notizie sugli autori e sulla storia del tango. Poi segue il ballo vero e proprio, che spesso è collegato i testi appena letti».
Alle tante serate organizzate in città, non solo al caffè San Marco, partecipano circa 250 appassionati di tango. Si aggiungono poi i tanti principianti, che iniziano a muovere i primi passi nelle lezioni organizzate, alcune proprio all'interno dello stesso caffè, il mercoledì sera. «I corsi base prevedono dieci appuntamenti – spiega Pablo – ma per raggiungere un livello soddisfacente è necessario ballare almeno un anno e mezzo. È importante ricordare poi – sottolinea – che tutti possono ballare, ma bisogna sentire la musica, riuscire a farsi coinvolgere, lasciarsi andare. L'uomo rappresenta la figura forte, decisa, la donna invece deve affidarsi al partner. Entrambi non devono pensare ai passi, niente di razionale, ma ogni movimento deve essere spontaneo, deve nascere dalle note e dal contatto con l'altra persona. Molti iscritti arrivano già in coppia, altri sono soli e nelle prime lezioni trovano un partner. E' fondamentale però che, all'inizio, le coppie ruotino, siano cambiate, perché il tango prevede una buona componente di improvvisazione».
Al San Marco al sabato arrivano tanti triestini, ma anche molti amanti del ballo dalle vicine Gorizia e Udine e tantissimi dalla Slovenia, in particolare da Capodistria e Lubiana, dove il tango sta registrando un successo crescente. A contribuire all'atmosfera coinvolgente e sensuale del tango anche un abbigliamento speciale e ricercato. «I vestiti da sempre sono stati importanti – racconta Pablo – l'eleganza è sempre molto apprezzata. Le scarpe da donna sono una sorta di icona, con tacchi altissimi, che completano abiti raffinati e con lunghi spacchi. Anche l'uomo ama l'eleganza. Per entrambi poi i colori predominanti sono il rosso e il nero. Recentemente però – evidenzia – è nato anche un tango moderno, un nuovo tango elettronico, con musica dal ritmo diverso, meno tradizionalista, che viene ballato da molti ragazzi, con jeans, scarpe da ginnastica e un abbigliamento casual». Oltre a Pablo Furioso sono molte le scuole in città a insegnare il tango, insieme a molti maestri affermati, come Ubaldo Sincovich. Il viaggio nelle sale da ballo di Trieste proseguirà nelle prossime settimana, con tappe in molti locali, dove ci si scatena anche con la sala, il merengue ma non solo.
Micol Brusaferro