Gli ospiti del Cpt diventano operatori

GRADISCADopo la pausa degli ultimi due giorni, nuovi arrivi di clandestini sono previsti per oggi al Centro di permanenza temporanea di via Udine.
Ieri, intanto, i nuovi arrivati sono stati portati a scaglioni in Questura per le prime operazioni di riconoscimento. I pullman bianchi e blu della Polizia di Stato sono andati avanti e indietro dall'ex caserma Polonio per tutta la giornata sfidando anche le alte temperature pomeridiane.
Con gli arrivi annunciati per oggi, la popolazione del cpt si avvicinerà pericolosamente alla capienza limite di 248 extracomunitari. Se quella che è stata più volte definita come una polveriera non è ancora esplosa, lo si deve soprattutto agli «ospiti di vecchia data». Alla loro buona volonta. Sono stati loro, infatti, a sopperire alle carenze di organico legate all'emergenza improvvisa causata dall'invasione di questi ultimi quattro giorni.
Come ha spiegato Adriano Ruchini, presidente della cooperativa Minerva, queste persone hanno dato un esempio di cività e di solidarietà a tutti. Anziche creare problemi e approfittare del momento di caos per portare all'estremo le tensioni di una realtà al limite della saturazione, queste si sono prodigate per accogliere nel miglior modo possibile i clandestini inviati a Gradisca da Lampedusa.
Gli ospiti si sono letteralmente trasformati in operatori.
C'è stato chi ha fatto da interprete, chi ha distribuito il cibo e chi, invece, ha semplicemente spiegato ai nuovi arrivati la situazione.
Dall'esterno tutto sembra tranquillo. Come sempre. Quel muro bianco con le scritte ingiuriose lasciate dai Disobbedienti durante le contestazioni è un velo che separa il dentro dal fuori. Da questa parte del muro, molti dicono che dentro, ad eccezione del fatto che non si è liberi, è come stare in un hotel a cinque stelle. Da qualche tempo è sparita anche l'autopattuglia che fin dal giorno dell'apertura del centro di permanenza temporanea stazionava di fronte alla porta carraia. La stessa porta carraia che ieri, in più di un'occasione, è rimasta mezza aperta. Un segnale forse della distensione interna che si respira a prescindere dal sovraffollamento.
«I messaggi che arrivano da dentro il cpt di Gradisca dimostrano quello che abbiamo sempre detto: dimostrano che i rapporti tra gli operatori della Minerva e gli ospiti sono umani - è stata l'osservazione di Ruchini -. Perché, altrimenti, queste persone dovrebbero prodigarsi per dare una mano in un momento come questo? Il nostro compito è di offrire un'assistenza che sia la migliore possibile, indipendentemente dai motivi per cui queste persone sono arrivate fino a qui. Certo, molte hanno dichiarato apertamente che non sono interessate a un lavoro perché i 900 euro che un operaio guadagna onestamente in un mese loro possono guadagnarli in poco tempo spacciando droga. Accanto a questi soggetti, però, ce ne sono molti che hanno tanta buona volontà e sognano una vita nella legalità. Io credo che i cpt di tutta Italia dovrebbero diventare un elemento di studio. Sono utili per capire come pensano, di cosa hanno bisogno e cosa voglio gli immigrati che arrivano in Italia».
Stefano Bizzi