Pozzo vuole comprare il Bologna, Cazzola costretto a negare

UDINEPiù che una smentita, quella che arriva da Bologna è una mezza conferma: «Il presidente Alfredo Cazzola – recita il comunicato ufficale della società rossoblù – smentisce categoricamente di aver ceduto la società e precisa che nessuno dei dirigenti ha lasciato i rispettivi incarichi. Il presidente conferma che sono pervenute due offerte di acquisto che si riserva di valutare unitamente al suo socio Renzo Menarini». La trattativa quindi c'è, e siccome a Bologna confermano che dietro a una delle due offerte c'è un gruppo friulano, è impossibile non ricondurre quel gruppo a Giampaolo Pozzo. Già, perché il patròn dell'Udinese, a giugno, non aveva negato l'esistenza di un progetto di collaborazione tecnica e commerciale col Bologna. E adesso che le voci di un suo sbarco a Bologna sono definitivamente esplose, Pozzo si limita a confermare quel progetto. La trattativa, del resto, si gioca sul filo sottilissimo dei regolamenti. Lo Statuto della Federazione impedisce infatti, all'articolo 7, qualsiasi «partecipazione diretta o indiretta» in più di una società del calcio professionistico, quindi dalla serie A alla C2, e naturalmente vieta anche ai tesserati di ricoprire incarichi ufficiali in società diverse.
Nulla vieta invece quegli accordi tecnici e commerciali cui si riferisce Pozzo, che possono essere avviati anche senza autorizzazione della Federazione o della Lega quando sono messi in piedi tra due società iscritte a campionati diversi, come appunto Bologna e Udinese.
La notizia sicura è che sull'asse Bologna-Udine si tratta. La notizia preoccupa i tifosi bianconeri, ma non è un fulmine a ciel sereno e neppure una novità: già tre anni fa, infatti, Pozzo scese apertamente in campo per rilevare il Napoli dal fallimento, salvo poi ripensarci quando nella trattativa entrò De Laurentiis. E siccome Bologna resta una delle ultime grandi città senza serie A, la logica commerciale dietro all'investimento è piuttosto evidente. Resta l'interrogativo sul futuro dell'Udinese: adesso come adesso, Pozzo non ha né la possibilità né l'interesse di vendere. I regolamenti gli impongono di rimanere dietro alle quinte dell'affare Bologna, senza considerare che in questo momento la società che va meglio, sia perché è in A sia perché ha i conti in attivo, è l'Udinese.
Riccardo De Toma