Tommasini: «Cpt di Gradisca in emergenza»

GRADISCA «Sull'emergenza-clandestini e il conseguente ingresso a regime del Cpt sono stato tenuto costantemente informato dalla Prefettura. Tutto si è svolto nella massima trasparenza». Ad affermarlo è il sindaco di Gradisca, Franco Tommasini: in tre giorni il discusso centro di permanenza temporanea sulla statale 305 ha visto praticamente quadruplicato il numero di persone trattenute (dalle 60 di media del primo anno e mezzo alle 200 attuali: ieri non ci sono stati però nuovi arrivi) e csi è sensibilmente avvicinato alla sua capienza massima di 248 posti. E così la cittadina isontina è ritornata improvvisamente al centro del dibattito politico nazionale sull'immigrazione.
È stato informato dell'imminente emergenza, il primo cittadino, ma allo stesso tempo assicura di non sapere cosa aspettarsi, di non essere stato ancora coinvolto sulle reali intenzioni del governo nei confronti della struttura di via Udine.
«Immagino che la situazione sia estremamente difficile da gestire per il Viminale – afferma Tommasini – e per questo possiamo dire in tutta sincerità che eravamo consapevoli di come prima o poi questo momento d'emergenza sarebbe arrivato. Da parte nostra, fermo restando la nostra solidarietà alle persone sbarcate in maniera così drammatica nel nostro Paese, non possiamo fare altro che ribadire la nostra contrarietà a qualunque tipo di centro. Non sappiamo se e quanto durerà questa situazione, né quali trasformazioni siano eventualmente in cantiere per il Cpt una volta terminata tale fase». Fase «calda» che, a quanto si è appreso, potrebbe durare almeno fino ad ottobre. Poi gli sbarchi andranno comprensibilmente calando e l'allarme-spazi scattato nei centri del Sud dovrebbe rientrare. Ma non va dimenticato che a Gradisca dovrà sorgere - entro l'anno – anche un Cid (centro di identificazione per richiedenti asilo politico). Una delle sei strutture di questo tipo in tutta Italia: 147 posti ricavati in un altro padiglione dell'ex caserma Ugo Polonio indipendentemente dalla ventilata rivisitazione del Cpt. Netta la contrarietà di Tommasini: «Contrari ai Cpt perché non ne condividiamo la filosofia detentiva; e contrari ai Cid, perché una cittadina come Gradisca non ha le risorse strutturali e culturali per fare fronte all'impatto di una seconda struttura». Struttura che a differenza del Cpt non è detentiva ma prevederebbe per gli ospiti il solo rientro serale. All'ex Polonio, intanto, anche ieri è stata una giornata campale sia per il ridotto numero di forze dell'ordine (un centinaio, ne servirebbero almeno il doppio secondo i sindacati) sia gli operatori della coop Minerva, che in attesa di rimpinguare l'organico ha trovato un insperato aiuto nelle persone già trattenute, in particolare come interpreti dei nuovi arrivati.
Luigi Murciano