Paura dei rapitori tra i genitori al parco

Proseguono le ricerche per individuare il gruppo di stranieri sospettati di aver tentato di rapire il piccolo Matteo mercoledì sera, verso le 20, in corso del Popolo. A quattro giorni dall'episodio che per la prima volta ha aperto in città scenari inquietanti, legati al possibile traffico di esseri umani, i carabinieri sono ancora impegnati nelle indagini, condotte «in tutte le direzioni», senza scartare alcuna ipotesi. La prima resta quella del tentato rapimento. Il piccolo Matteo, sfuggito per un attimo al controllo del padre in corso del Popolo, è stato infatti raccolto da una donna straniera, accompagnata da 3 uomini. Ma i carabinieri non escludono l'ipotesi di un clamoroso equivoco, conseguente all'impossibilità di fornire reciproche spiegazioni per problemi di lingua. Un eventualità, questa, cui la famiglia di Matteo non crede. E non sembrano crederci neanche i genitori monfalconesi, impressionati da un episodio senza precedenti. Per i genitori, questi dubbi non ci sono e l'ipotesi che si tratti di un atto criminale, seppur non suffragato da prove inconfutabili, rimane quella più accreditata. E se non è scattata ancora una vera e propria psicosi, perché Matteo è ritornato subito tra le braccia di mamma e papà, certamente questa storia ha lasciato un segno forte in città e rischia di creare un alone di sospetto verso qualunque sconosciuto che si avvicina al proprio figlio.
«Davanti a simili episodi abbiamo tutti paura – spiega la rumena Erghiul Suliman–, non so chi abbia potuto fare tanto e perché: non ci voglio neppure pensare. Da quando l'ho saputo, ho deciso perfino di impedire a mio figlio di girare in bici da solo, cosa che fino all'altro giorno gli consentivo di fare». «Fortunatamente non mi è mai capitata una cosa simile – afferma Michele Fluca, ieri al parco Unicef con i figli di 5 e 3 anni – ma bisogna sempre avere un occhio in più. Lavoro per l'esercito italiano e sono qui dal '90: è abbastanza strano che un simile fatto sia avvenuto proprio Monfalcone, una città tranquilla, ma di certo lo scenario è cambiato negli ultimi anni».
«Sul momento mi sono preoccupata tantissimo – racconta Gabriella Pensabene, madre di una piccola di 16 mesi – anche perché poteva accadere a chiunque: è vero che un genitore deve sempre tenere gli occhi aperti, ma non si può mica mettere un guinzaglio ai propri piccoli. Vorrei conoscere bene i contorni della storia, per capire cosa è avvenuto di preciso: da un lato penso che sia imprescindibile fare attenzione ai figli, dall'altro ritengo che ci vorrebbero più controlli da parte delle forze dell'ordine».
«In passato mi è capitato – riferisce Laura Novella– di perdere di vista mia figlia durante una gita scolastica: sono caduta nel panico, quindi posso immaginare cosa deve aver provato quel papà. Io non saprei come reagire davanti a una situazione così: è sconcertante». «Penso che si tratti di un caso isolato – aggiunge Marco Bonasin–, non mi sono preoccupato più di tanto perché io tengo sempre gli occhi ben aperti». «Io ho molta paura perché penso che in giro ci siano troppi stranieri – sostiene Cinzia Scarpa, mamma di tre bambini –, ci vorrebbe una presenza capillare dei poliziotti di quartiere, che non vedo in giro». «È indispensabile – conclude Elena Dalla Libera, madre di due bambine – accertare per bene i fatti, prima di esprimere un giudizio definitivo. Certo è che bisogna sempre stare molto vigili».
Tiziana Carpinelli