Parte da Ronchi l'appello ad abolire il vitalizio in Regione

RONCHIAbolire l'istituto del vitalizio ai consiglieri e agli assessori regionali. È questo l'obiettivo di un ordine del giorno che andrà al voto del Consiglio comunale di Ronchi dei Legionari proposto nei giorni scorsi da Alessandro Visintin (Ds) e da Umberto Miniussi (Cittadini per Ronchi). I due consiglieri partono dalla premessa che il costo complessivo della rappresentanza elettiva, in special modo a livello regionale e nazionale, ha raggiunto livelli considerevoli, tanto che si apprendono sempre più frequenti prese di posizione che denunciano l'anomala situazione. In particolare sulla questione riguardante il vitalizio che dà diritto all'eletto o al nominato di percepire, anche con ridotti tempi di elettività il titolo di reversibilità.
«Tali titoli per tutti i lavoratori dipendenti - spiegano Visintin e Miniussi - sono frutto di decenni di lavoro e in ragione della contribuzione effettiva versata. C'è anche da dire che un cittadino eletto conserva la posizione previdenziale del suo lavoro e che al termine del suo mandato elettivo può riprenderla e completare la sua posizione pensionistica». Da qui la volontà di presentare un ordine del giorno per chiedere al presidente del Consiglio regionale Alessandro Tesini e al presidente della Giunta regionale Riccardo Illy, di avviare le giuste procedure per l'abolizione di tale istituto ai consiglieri e assessori regionali.
«Al posto del vitalizio - sono ancora le parole di Miniussi e Visintin -, gli aventi titolo potranno attivarsi per un'assicurazione complementare, e avere a fine mandato una rendita proporzionale agli importi versati. Non va dimenticato, a difesa di questa nostra posizione, che il titolo di reversibilità è acquisito dal coniuge superstite per evidenti e alti meriti. In ragione dell'incidenza sempre più esponenziale, sul piano economico, che il vitalizio incide sul bilancio regionale, i firmatari chiedono venga discusso e votato questo importante ordine del giorno».
l. p.